Sony world photography awards 2023

La vicenda di Boris Eldagsen, che ha vinto una delle sezioni del SWPA con un’immagine generata con le AI ma ha rifiutato il premio

La polemica sulla vittoria di un’immagine creata con una Intelligenza Artificiale dal “photomedia artist” (così si definisce lui stesso) BORIS ELDAGSEN sembra non volersi placare.
Mi sono fatto un’idea di questa faccenda, mi sembra che la morale di questa storia non sia quella che va per la maggiore riassunta nello slogan “le AI non sono fotografia!”.

La vicenda si potrebbe riassumere in questo modo, Eldagsen partecipa al Sony World Photography Awards 2023, sezione “Open/Creative”, con un’immagine generata con una AI senza precisarne l’origine. Rende noto all’organizzazione come ha fatto l’immagine quando gli viene comunicata la vittoria, che viene confermata. Poi si arriva all’evento ufficiale dell’assegnazione di premi con quello che è noto. Sul suo sito è possibile trovare il riassunto delle varie cose successe dal suo punto di vista, il link è questo.

Torniamo un attimo alla sezione Open/Creative, si potrebbe definire libera e non è richiesto il file raw.
Questa è la raccolta delle altre opere vincitrici (cliccando sull’immagine si apre la pagina sul sito del concorso)

Questa libertà di creazione si ritrova in un’altra sezione, la “Professional/Creative” in cui bisogna presentare un lavoro organico. Lo scorso anno è stata vinta dal fotografo Alnis Stakle con un lavoro di collage. Lo stesso autore spiega come ha lavorato:
I am interested in the fate of canonised artistic, scientific and journalistic images and their potential to embody contemporary meanings. For my collages, I have used images from the open source collections at art museums, scientific institutions and image banks, whose archives may be considered iconic testimonies of the present and the past.
Qua sotto le opere presentate (cliccandoci sopra si viene rimandati alla pagina sul sito del concorso)

Si tratta di immagini in senso ampio, sia dipinti che foto, in ogni caso non sono sue. Ha vinto ma non ricordo nessuna polemica a riguardo.

Torniamo a Eldagsen, sul suo sito ha raccontato come ha creato l’immagine presentata:
The work SWPA has chosen is the result of a complex interplay of prompt engineering, inpainting and outpainting that draws on my wealth of photographic knowledge. For me, working with AI image generators is a co-creation, in which I am the director. It is not about pressing a button – and done it is. It is about exploring the complexity of this process, starting with refining text prompts, then developing a complex workflow, and mixing various platforms and techniques. The more you create such a workflow and define parameters, the higher your creative part becomes.

Ho evidenziato le parti che mi sembrano interessanti e che condivido in pieno, troppo spesso si dice (da parte di chi non le usa) che con le AI basta scrivere cosa si vuole e premere INVIO per avere l’immagine desiderata.
È vero che si può fare così, ma sul come si usa lo strumento vedo un parallelo con il mondo della fotografia: l’utilizzatore passivo usa le macchine fotografiche completamente in automatico, figurarsi una postproduzione, mentre il creativo ragiona sia nella fase di scatto che poi, se prevista, in quella di postproduzione.
Anche con le AI ci sono i due tipi di utilizzatori, il passivo che si accontenta dei primi risultati, se non del primo, contrapposto al creativo nel ruolo di regista che prova a dirigere un attore bizzoso e con una sua forte personalità. Giustamente Eldagsen ha usato il termine co-creation, perché di questo si tratta, una AI interpeta, non esegue, insomma va convinta a fare quello che gli chiediamo e non sempre ci si riesce.
Spero sia chiaro che qui ho usato una descrizione in un certo senso poetica, ma non si allontana troppo da come si lavora. Non è semplice per nulla, eppure esistono veri creativi anche con le Intelligenze Artificiali.

Torniamo ancora a Eldagsen, questo è quello che ha scritto a proposito del suo non accettare il premio:

Thank you for selecting my image and making this a historic moment, as it is the first AI generated image to win in a prestigous international PHOTOGRAPHY competition.
How many of you knew or suspected that it was AI generated? Something about this doesn’t feel right, does it?
AI images and photography should not compete with eachother in an award like this. They are different entities. AI is not photography. Therefore I will not accept the award.

I applied as a cheeky monkey, to find out, if the comeptitions are prepared for AI images to enter. They are not.
We, the photo world, need an open discussion. A discussion about what we want to consider photography and what not. Is the umbrella of photography large enough to invite AI images to enter – or would this be a mistake?
With my refusal of the award I hope to speed up this debate.

Having been a photographer for 30 years before I turned to AI, I understand the pros and cons of this debate and will be happy to join the conversation.

If you dont know what to do with the prize, please donate it to the fotofestival in Odesa, Ukraine. I will happily provide you the contacts.

Many thanks
Boris

Anche qui ho evidenziato la frase che mi sembra centrale, e che mi sembra sbagliata. Fotografia e AI sono mondi diversi, che si sovrappongono parzialmente nella zona in cui le AI riescono a generare immagini di qualità fotografica, se ancora capita ci possano essere errori (le mani con 6 dita!) sono convinto che nel giro di qualche mese la cosa sarà risolta. Ma resteranno diversi, non mi pongo neppure il problema se abbia un senso fare concorsi comuni, non ce l’ha. E non è la fotografia a dover accogliere le AI sotto il suo ombrello (neppure il viceversa). Nella relazione con la fotografia vedo un parallelo con la pittura iperrealista, quadri che sembrano davvero delle foto. Nessuno si sognerebbe anche solo di chiedere se quadri dipinti con questa tecnica pittorica potrebbero partecipare a concorsi fotografici, essendo ben chiaro che la diversa tecnica che separa le strade, nonostante il risultato assolutamente equiparabile.

Eldagsen non è il primo a vincere un concorso fotografico con un’immagine generata con con le AI, il primo infatti è stato Jason Allen che con “Space Opera Theatre” lo scorso anno ha vinto il Colorado State Fair Fine Arts Competition 2022 per la categoria Digital Art / Digitally Manipulated Photography, premio prima sospeso e poi confermato viste le caratteristiche della categoria.
Qua sotto si può vedere l’immagine premiata, cliccandoci sopra si arriva ad un’intervista ad Allen in cui racconta il metodo usato per generare le 3 immagini presentate.

Le discussioni sulle AI, se facciano o no foto, sono inutili e fuorvianti, servono ad alimentare soprattutto le paure di questo nuovo strumento senza avere un vero senso. Per essere chiari per me le AI non fanno foto, fanno altro e si chiamano sintografie, ma è indubbio che possono fare immagini di qualità fotografica ed è su questo che si dovrebbe interrogare chi fa fotografia, almeno i professionisti. Comunque è per questo che ho scritto di ritenere sbagliata la motivazione del rifiuto del premio da parte di Eldagsen, usando un argomento di sicuro clamore ma facendolo, come dire, da furbetto, scegliendo una categoria in cui si può trovare di fatto qualsiasi cosa per poi indignarsi per avere vinto. Di sicuro ha fatto un’operazione vincente rispetto al fare parlare di sé.

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