Dove e come si usa Claude: interfacce, strumenti e guida alla scelta

Claude web, Desktop, terminale, Chrome, Excel, API: tutte le interfacce spiegate con una guida pratica per scegliere quella giusta. Aggiornata a marzo 2026.

Claude è un nome singolare per un sistema plurale. La maggior parte delle persone conosce l’interfaccia web — si apre claude.ai, si scrive una domanda, si legge la risposta. Ma quella è solo una delle porte d’ingresso di un ecosistema che ne ha molte, ognuna progettata per un modo diverso di lavorare.

Nella prima parte di questa guida ho descritto i tre modelli con logiche diverse e la struttura di piani che va dal gratuito all’enterprise. Qui si passa dal “cosa può fare” al “dove e come si fa” — la mappa delle interfacce, degli strumenti e dei criteri per scegliere.

La risposta è meno scontata di quanto sembri, perché Claude non vive in un unico posto. L’interfaccia web è la porta d’ingresso più conosciuta, ma è solo una delle molte facce dell’ecosistema. Questo articolo è la mappa di tutte le altre, le interfacce native, l’estensione browser, le integrazioni con gli strumenti di lavoro, e il tessuto connettivo che tiene insieme il tutto. Chiude con una guida pratica per capire quale interfaccia ha senso in quale contesto.

Le interfacce: dove si usa Claude

Una delle particolarità dell’ecosistema Claude è la varietà di modi in cui si può accedere alle stesse capacità sottostanti. Non si tratta di versioni semplificate o potenziate dello stesso prodotto, ogni interfaccia è progettata per un contesto di lavoro specifico, con strumenti e modalità di interazione diverse. Capire questa mappa è capire dove Claude può inserirsi nel proprio flusso di lavoro.

Le interfacce si dividono in tre categorie. Le interfacce native sono gli ambienti controllati interamente da Anthropic, dove si va da Claude per lavorare. Claude in Chrome è un caso intermedio, un’estensione che dà a Claude la capacità di agire nel browser. Le integrazioni sono gli ambienti di terze parti dove Claude entra come ospite, dentro strumenti che si stanno già usando.

Le interfacce native

Claude web (claude.ai) è il punto d’ingresso più immediato. Si accede da qualsiasi browser, senza installare nulla, e si ha a disposizione una chat con funzionalità che vanno oltre il semplice scambio di domande e risposte. È possibile caricare documenti e immagini per l’analisi, attivare la ricerca web per accedere a informazioni aggiornate, creare e modificare file (documenti, fogli di calcolo, presentazioni, codice), eseguire codice Python in un ambiente protetto, e organizzare il lavoro in progetti che raggruppano conversazioni, documenti e istruzioni specifiche. Claude ricorda informazioni tra una conversazione e l’altra grazie al sistema di memoria, e può connettersi a servizi esterni come Google Drive, Gmail, Google Calendar e Slack attraverso i connettori.

Con i piani a pagamento si sbloccano i modelli più capaci (Opus), Research per ricerche approfondite e autonome su un tema, e volumi d’uso più ampi. Ma anche il piano gratuito offre un ambiente di lavoro completo per chi vuole esplorare le capacità di Claude. Le app per iOS e Android offrono le stesse funzionalità dell’interfaccia web adattate al formato mobile.

Claude Desktop è l’applicazione nativa per macOS e Windows, e qui la distanza dal concetto di “chatbot” diventa evidente. L’app contiene tre modalità operative distinte, accessibili da altrettante schede nella parte superiore della finestra: Chat, Cowork e Code. Una guida pratica alle tre modalità con casi d’uso reali è disponibile come approfondimento; qui il focus è sulla mappa d’insieme.

  • La modalità Chat è l’equivalente dell’interfaccia web. Stesse funzionalità, stessa esperienza, ma in un’applicazione dedicata che non dipende dal browser.
  • La modalità Cowork è qualcosa di diverso, un agente autonomo capace di lavorare sui file del proprio computer. Gli si indica una cartella, gli si descrive un obiettivo e Claude pianifica, esegue e consegna il risultato. Non risponde a domande una alla volta, ma crea un piano, lo scompone in sotto-attività, le esegue (anche in parallelo se necessario) e avvisa quando il lavoro è completato o quando ha bisogno di approvazione. Può organizzare cartelle, creare documenti formattati, estrarre dati da ricevute e screenshot, compilare fogli di calcolo, preparare presentazioni. Cowork nasce dall’osservazione che molti utenti non tecnici stavano usando Claude Code per compiti che non avevano nulla a che fare con la programmazione, Anthropic ha preso la stessa architettura agentica e l’ha resa accessibile senza bisogno di toccare un terminale. Cowork supporta anche attività pianificate, istruzioni globali che si applicano a ogni sessione e plugin che configurano Claude come specialista di un ruolo o di un settore.
  • La modalità Code porta Claude Code dentro l’app desktop con un’interfaccia grafica. È pensata per sviluppatori che vogliono lavorare su un progetto di codice con l’assistenza dell’AI, Claude legge, scrive e modifica file all’interno di una cartella selezionata, esegue comandi, gestisce repository Git, e può operare sia in locale sia su macchine remote via SSH o su sessioni cloud ospitate da Anthropic. La differenza rispetto alla versione da terminale è essenzialmente l’interfaccia, con un diff visuale più leggibile e una chat più ordinata, ma con le stesse capacità sottostanti.


Per l’installazione e la configurazione iniziale di Desktop, inclusa la configurazione dei server MCP, è disponibile una guida passo passo.

Claude Code da terminale è lo strumento a riga di comando che ha dato il via a tutta la linea agentica di Anthropic. Si installa sul proprio computer e si lancia dal terminale. Claude accede direttamente al filesystem, legge e modifica codice, esegue comandi, gestisce test e repository, e può lavorare in autonomia su compiti complessi per periodi prolungati. È lo strumento più potente per gli sviluppatori, e quello con il minor overhead di interfaccia, nessuna finestra grafica, nessun menu, solo il terminale e il codice. Con la funzione Remote Control, valida anch eper la versioen Desktop di Code, è possibile avviare una sessione sul proprio computer e controllarla da remoto attraverso l’app mobile o l’interfaccia web, il che permette di lanciare un compito lungo e monitorarlo dal telefono.

Le API sono l’interfaccia per chi costruisce applicazioni e servizi che incorporano le capacità di Claude. Non si interagisce con una chat ma si inviano richieste programmatiche e si ricevono risposte strutturate. Il modello di costo è interamente a consumo (dollari per milione di token, come descritto nella prima parte di questa guida), con tre livelli di servizio: Priority per chi ha bisogno di disponibilità e tempi di risposta garantiti, Standard per l’uso corrente, e Batch per carichi di lavoro asincroni che possono essere elaborati in blocco con uno sconto del 50%. Le API supportano tutte le funzionalità avanzate (pensiero esteso, uso di strumenti, ricerca web, esecuzione codice, visione) e sono disponibili sia direttamente da Anthropic sia attraverso i cloud provider AWS Bedrock, Google Vertex AI e Microsoft Foundry, con pricing e condizioni specifiche per ciascuno.

La differenza concettuale rispetto ai piani a sottoscrizione è netta, le API servono a integrare Claude dentro un altro prodotto, non a usarlo come assistente personale. Come esempio di uso si può pensare ad un servizio clienti automatizzato, un tool di analisi documenti o un assistente di programmazione. Invece chi vuole Claude come partner di lavoro quotidiano usa i piani Pro o Max attraverso le interfacce native.

Claude in Chrome: l’agente nel browser

Claude in Chrome è un’estensione che aggiunge a Claude una capacità che nessuna delle interfacce native possiede, vedere e agire direttamente nel browser. Non si tratta della ricerca web disponibile nella chat (che restituisce informazioni trovate in rete), ma di qualcosa di qualitativamente diverso. Con l’estensione Chrome Claude può navigare pagine web, leggerne il contenuto e la struttura, cliccare su elementi, compilare moduli ed estrarre dati.

Il valore specifico di questa estensione non sta nell’accedere a servizi come Gmail o Google Calendar (per quelli esistono connettori dedicati che funzionano in modo più diretto e affidabile) ma nel dare a Claude la capacità di muoversi su qualsiasi sito web, anche quelli per cui non esiste un connettore. Visitare la pagina di un concorrente per analizzarne il pricing, estrarre dati da un portale che non ha API, compilare un modulo su una piattaforma esterna, sono compiti che nessun’altra interfaccia di Claude può gestire. Altra possibilità, visualizzare la pagina html di un’app che si sta svuluppando in locale, per verificare il risultato e guidare il debugging.

L’aspetto più interessante è l’integrazione con Cowork, l’estensione Chrome diventa il livello di ricerca e raccolta dati sul web per i compiti più complessi. Claude naviga e raccoglie informazioni, poi Cowork le trasforma in documenti, fogli di calcolo o presentazioni sul desktop. Le due componenti si parlano.

Un avvertimento, l’automazione via browser consuma più velocemente di una chat normale le risorse disponibili, chi ha un piano Pro e usa intensamente l’estensione Chrome potrebbe raggiungere i limiti d’uso prima del previsto.

Le integrazioni: Claude dentro gli strumenti di lavoro

Non sono precisamente interfacce, ma le integrazioni rappresentano una modalità interessante di uso, con Claude che entra dentro strumenti di terze parti e lavora nel contesto dell’applicazione.

Alcuni esempi:

  • Claude for Excel è un add-in che porta Claude direttamente dentro il foglio di calcolo. Claude può analizzare dati, generare formule, spiegare calcoli complessi, trovare e correggere errori, popolare template e creare fogli di calcolo da zero. Ogni modifica viene evidenziata con commenti esplicativi e riferimenti alle celle coinvolte. L’add-in supporta anche i connettori MCP, il che significa che Claude può accedere a fonti di dati esterne (come FactSet, S&P Global o Moody’s) senza uscire da Excel. È uno strumento pensato soprattutto per chi lavora nell’analisi finanziaria e nella modellazione, ma utile a chiunque usi Excel in modo intensivo.
  • Claude for PowerPoint funziona con una logica simile: un add-in che legge la struttura del documento, rispetta i template e i master slide e crea presentazioni coerenti con lo stile aziendale. L’aspetto più interessante è che può lavorare tra le due applicazioni: eseguire un’analisi in Excel e poi costruire automaticamente una presentazione a partire da quei risultati, mantenendo il contesto senza bisogno di copiare e incollare.
  • Claude for Slack opera in due direzioni. Da un lato Claude è disponibile come assistente direttamente dentro Slack, dove può rispondere a domande, cercare informazioni e assistere nelle conversazioni di canale. Dall’altro il connettore Slack in Claude permette di cercare nei canali, nei messaggi diretti e nei file condivisi del proprio workspace, portando quel contesto dentro le conversazioni con Claude su qualsiasi altra interfaccia. Con le Interactive Apps introdotte nel gennaio 2026 è possibile anche comporre messaggi Slack, vederne l’anteprima e inviarli direttamente dall’interfaccia di Claude.

Tutte queste integrazioni sono in beta o in research preview a marzo 2026, il che significa che sono funzionanti e utilizzabili ma ancora in evoluzione. Richiedono un piano a pagamento (almeno Pro per l’uso individuale, Team o Enterprise per le funzionalità di amministrazione).

Connettori, skill e plugin: il tessuto connettivo

Fin qui l’articolo ha descritto le interfacce. Ma un ecosistema non è solo la somma dei suoi componenti, è anche il modo in cui quei componenti si parlano tra loro e si collegano al mondo esterno. Nel caso di Claude questo tessuto connettivo è composto da connettori, skill e plugin.

I connettori sono il meccanismo con cui Claude accede a servizi e fonti di dati esterni. Ad esempio collegare Google Drive significa che Claude può cercare e leggere i documenti presenti nel Drive dell’utente senza bisogno di caricarli manualmente nella conversazione. Collegare Gmail significa che può cercare nelle email dell’utente. Lo stesso vale per Google Calendar e un numero crescente di altri servizi.

I connettori si basano su un protocollo aperto chiamato MCP (Model Context Protocol), sviluppato da Anthropic e rilasciato come standard pubblico. Il punto importante è che MCP non è una tecnologia proprietaria chiusa, chiunque può costruire un connettore compatibile, il che significa che l’ecosistema di integrazioni può crescere anche al di fuori del controllo diretto di Anthropic. I connettori configurati funzionano trasversalmente su tutte le interfacce, una volta attivato un connettore nel proprio account, è disponibile nella chat web, nell’app desktop, in Cowork e nelle estensioni. Solo Code da terminale richiede una configurazione apposita.

Le skill sono un concetto diverso e forse meno intuitivo. Una skill è un insieme di istruzioni che guida il comportamento di Claude per un compito specifico, raccolte in un documento che gli spiega come lavorare in un certo contesto. Una skill per la scrittura di report finanziari potrebbe contenere regole di formattazione, terminologia da usare, struttura dei documenti e criteri di revisione. Una skill per la gestione di un progetto potrebbe definire il formato degli aggiornamenti di stato e i criteri di priorità.

Le skill funzionano su tutte le interfacce (Chat, Cowork, Claude Code) e si possono combinare: fino a cinque skill attive contemporaneamente nella stessa conversazione. Anthropic ne mette a disposizione alcune predefinite, ma il valore principale sta nella possibilità di crearne di proprie, calibrate sul proprio modo di lavorare. È il meccanismo attraverso cui Claude passa dall’essere un assistente generico a uno strumento personalizzato. Per chi vuole approfondire il funzionamento tecnico delle skill e capire come crearle è disponibile una guida dedicata.

I plugin sono specifici di Cowork e operano a un livello più alto. Un plugin raggruppa skill, connettori e sotto-agenti in un pacchetto unico orientato a un ruolo professionale. Esistono plugin per vendite, finanza, legale, marketing, product management e altri ambiti. Installare un plugin significa configurare Claude come specialista di un settore in un solo passaggio, con le istruzioni, gli strumenti e i flussi di lavoro già predisposti. Le organizzazioni su piano Enterprise possono creare marketplace privati di plugin e distribuirli ai propri team.

La logica complessiva è a strati, i connettori portano i dati, le skill definiscono il comportamento, i plugin combinano entrambi in configurazioni pronte all’uso. L’insieme di questi tre elementi fa diventare Claude uno strumento di lavoro adattabile al proprio contesto.

Quale interfaccia per quale lavoro

A questo punto la mappa è completa, modelli e piani nella prima parte, interfacce native, estensione browser, integrazioni, connettori, skill e plugin in questa seconda. Il rischio è che tutta questa varietà produca l’effetto opposto a quello desiderato, cioè confusione invece di chiarezza. Questa sezione serve da bussola.

Il principio di fondo è semplice, le capacità di Claude sono in larga parte le stesse attraverso tutte le interfacce, perché i modelli sottostanti sono gli stessi. Quello che cambia è il modo in cui si interagisce con quelle capacità e il contesto in cui lo si fa. La scelta dell’interfaccia giusta non dipende da cosa Claude sa fare, ma da come si lavora.

Se il compito è conversazionale, cioè si basa su uno scambio di domande e risposte, analisi di documenti caricati, scrittura assistita, brainstorming o ricerca, l’interfaccia web o la modalità Chat dell’app desktop sono la scelta naturale. Sono l’ambiente più flessibile e quello con la curva di apprendimento più bassa. Per chi inizia a usare Claude è il punto di partenza consigliato.

Se il compito richiede accesso ai file sul proprio computer, come organizzare una cartella, creare documenti a partire da materiali locali, estrarre dati da file sparsi o automatizzare operazioni ripetitive sul filesystem, Cowork è lo strumento giusto. La differenza rispetto alla chat è concettuale, in Cowork non si conversa ma si descrive un obiettivo e Claude lavora in autonomia per raggiungerlo.

Se il compito è sviluppo software, Claude Code (da terminale o nella scheda Code dell’app desktop) offre l’integrazione più profonda con il flusso di lavoro di uno sviluppatore, accesso diretto al codice, esecuzione di comandi, gestione di repository, possibilità di lavorare su macchine remote. La versione da terminale è la più snella, la versione desktop aggiunge un’interfaccia grafica più leggibile per i diff e la cronologia della conversazione.

Se si sta già lavorando in Excel, PowerPoint o Slack, le integrazioni permettono di usare Claude senza cambiare contesto. Non serve copiare dati da un foglio di calcolo alla chat di Claude e poi riportare i risultati nel foglio, l’add-in lavora direttamente dentro l’applicazione. Il valore è nella riduzione dell’attrito, non in capacità aggiuntive.

Se il compito richiede interazione con siti web per cui non esiste un connettore dedicato, Claude in Chrome è l’unica opzione che permette a Claude di navigare, leggere e agire nel browser in modo autonomo. Va considerato uno strumento complementare, non un sostituto dei connettori, che per i servizi supportati restano più affidabili e diretti.

Se si sta costruendo un’applicazione o un servizio che incorpora le capacità di Claude, le API sono la strada. Nessuna delle altre interfacce è progettata per l’integrazione programmatica, le API esistono esattamente per questo.

Occorre però fare una precisazione, le differenze non sono sempre nette, ad esempio sia Code nel terminale, sia Desktop, nel senso delle tre modalità che ne fanno parte, possono accedere in locale alle cartelle del computer, Cowork sfrutta meglio questa funzionalità. Allo stesso modo si può conversare in ogni interfaccia, quella web o Chat in Desktop sono strutturate per questo. Da ricordare, le interfacce non si parlano tra loro, quello che avviene in Cowork non è visibile in Chat, quello che succede in Code da terminale non è recuperabile in Code in Desktop. Unica eccezione la Chat, sia la versione web che quella Desktop condividono le interazioni, tuttavia i due ambienti non sono perfettamente equivalenti perché Desktop e web hanno funzionalità diverse (ad esempio Desktop permette l’accesso ai file in locale, la versione web no).

Per concludere

Quello che dall’esterno sembra un chatbot è in realtà un ecosistema in espansione rapida, negli ultimi mesi sono stati aggiunti Cowork, le integrazioni con Excel e PowerPoint, i plugin, l’agente Chrome e la modalità Code nell’app desktop. Il ritmo di evoluzione è elevato e le informazioni specifiche su piani, funzionalità e disponibilità possono cambiare. I riferimenti in questo articolo sono aggiornati a marzo 2026.

Per chi sta iniziando il consiglio è resistere alla tentazione di esplorare tutto insieme. L’interfaccia web è un punto di partenza solido che offre accesso alla maggior parte delle capacità di Claude, non richiede installazioni e permette di capire cosa il sistema sa fare prima di decidere se e dove estendere l’esperienza. I progetti sono il primo strumento da padroneggiare, perché trasformano Claude da un assistente generico a uno spazio di lavoro organizzato. Da lì il percorso di approfondimento delle interfacce si biforca in base alle proprie esigenze, Cowork per chi lavora con documenti e file, Code per chi sviluppa.

Il valore non sta nel singolo modello, per quanto capace, ma nella possibilità di scegliere lo strumento giusto per ogni situazione.

Risorse

Documentazione ufficiale Anthropic

Approfondimenti su ai-know.pro

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