Che ci faccio?

Ma una volta generata un’immagine posso usarla commercialmente? Una guida per capire che ci posso fare con le immagini generate con le AI

Quando si genera un’immagine usando un service basato sulle AI come si fa a capire cosa ci si può fare legalmente? La risposta sta nei TOS. Si tratta di un acronimo, significa Terms of Service, la traduzione è termini di servizio e definiscono il rapporto fra l’utente e il fornitore del servizio. Sono da considerare come un contratto sottoscritto al momento in cui ci si iscrive a quel service. Avete fatto tutti caso al tastino che bisogna cliccare quando ci si iscrive a qualcosa, quello che dice più o meno sempre “accetto i termini di servizio” ? Ecco, quello è il modo per sottoscrivere quel contratto che è la licenza associata al servizio.

C’è per ogni service, anche Facebook ha i suoi TOS, dategli un’occhiata se non l’avete fatto, scoprirete che i post che ogni tanto tornano e che negano a Facebook l’uso di quanto pubblichiamo sono ridicoli, si trovano qui www.facebook.com/legal/terms
E pure Linkedin ha i suoi bei TOS, si trovano qui it.linkedin.com/legal/l/linkedin-pages-terms

Tornando alle AI, in genere (in genere vuol dire spesso, non vuole dire sempre) dicono che l’utente è titolare dei diritti (di utilizzazione) delle immagini generate, non dicono che le stesse immagini sono protette dal copyright. Non lo dicono e non possono dirlo perché non è automatico avere il copyright per un’immagine, si può infatti ottenere solo per le immagini creative. E non è certo l’uso di uno strumento a dire che un’immagine è creativa, ricordate che le AI sono solo strumenti.

Attenzione copyright è un termine del diritto anglosassone, da noi vale il diritto d’autore, la legge che lo definisce è la 633/41 e successive modifiche. Tuttavia per questo discorso sono simili, anche il diritto d’autore si applica solo alle immagini creative. Ricordate che la creatività da valutare di cui si parla qui è solo quella umana, non è quella della macchina. Per fare un esempio se io faccio una richiesta molto semplice e banale a Midjourney, del tipo “fammi un tramonto” ottenendo il più bello di tutti i tramonti, quell’immagine comunque non può godere del copyright/diritto d’autore perché è opera della macchina. Resta però mia come possesso, come dicono i TOS di Midjourney.

Finora ho parlato di service online, ma sappiamo che esistono AI come Stable Diffusion che possiamo scaricare ed installare sul nostro computer. Anche SD ha la sua bella licenza, anzi per complicare le cose SD di licenze ne ha due, una per il software ed una per il modello. Per fortuna entrambe dicono che le immagini generate sono dell’utente che usa SD sul proprio device e ci può fare quello che vuole. Qui si parla ovviamente del modello rilasciato da Stability, l’azienda che ha sviluppato e distribuito SD. Ma a proposito di modelli chi usa SD sa che esistono i modelli derivati. Bene, quando scaricate uno di questi modelli derivati controllate con quale licenza sono stati rilasciati, non è detto che le immagini generate usando quei modelli siano usabili commercialmente.

Tornando ai service, prima ho detto che in genere i TOS dicono che l’utente possiede le immagini generate, non è vero per tutti i service e non tutti permettono l’uso commerciale. Ad esempio Designer Image Creator di Microsoft è uno di questi, le immagini generate con questo tool non possono essere usate commercialmente.

Il senso di tutto questo discorso, che ora ho fatto solo per le immagini ma vale per qualsiasi AI generativa, è leggetevi le licenze.

Insomma un bel casino, si capisce perché gli avvocati avranno molto lavoro, almeno fino a quando non verranno sostituiti da una AI.

Esistono già diverse sentenze, soprattutto negli USA, su casi specifici di immagini generate con le AI e copyright. Per quanto riguarda gli USA si tratta soprattutto di atti del Copyright Office, l’ente federale preposto. In genere hanno respinto le richieste di copyright con la motivazione che l’autore umano non ha esercitato una sufficiente azione creativa nella generazione delle immagini o comunque non abbia potuto provarlo. Le stesse sentenze dicono che non basta postprodurre successivamente con un qualche editor grafico un’immagine ottenuta dalle AI per poter ottenere il copyright.

Per quanto riguarda l’Italia la nostra legge sul diritto d’autore, la 633/41 e successive modifiche, nell’articolo 1 definisce quali sono le opere proteggibili con il diritto d’autore, il testo è:

Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche, ratificata e resa esecutiva con legge 20.6.78, n. 399.

Carattere creativo non vuole dire cambiare un colore o modificare una forma, se fosse vero eserciti di creativi veri insorgerebbero. Questo perché la creatività non è determinata da un atto tecnico come appunto sarebbe cambiare colore/forma ma dal pensiero che c’è prima (nota, in questo caso “pensiero” non vuole dire “questa cosa l’ho pensata e quindi è creativa”).

PS Ringrazio per l’amichevole consulenza Simone Aliprandi, avvocato specializzato in diritto d’autore e diritto delle nuove tecnologie, per la corretta traduzione dei termini legali dei TOS dei vari service, tutti in inglese.

Paolo Dalprato, formatore sulle AI generative

Chi ha scritto questo articolo

Sono Paolo Dalprato, formatore sulle AI generative. Lavoro con professionisti, studi e PMI da una parte, con scuole, biblioteche e istituzioni culturali dall'altra, sull'ecosistema Claude e NotebookLM. Quello che insegno è lo stesso che uso ogni giorno, e finisce qui sul blog prima ancora che in aula.

Autore di «Creatività ibrida: autore e opera nell'era delle macchine intelligenti».

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