Un GPTs per abstract e keyword

Un GPTs specializzato nel fare abstract e ad individuare le keyword contentute nel testo analizzato.

Usando ChatGPT ho sviluppato questo GPTs per rispondere a una mia esigenza reale: avevo bisogno di strutturare in modo uniforme contenuti molto diversi tra loro per ottimizzare le funzionalità di un altro assistente, quello che funziona da motore di ricerca per i post in evidenza in un gruppo Facebook. Questo perché l’uniformità nella struttura dei dati è fondamentale per migliorare l’efficacia del sistema di ricerca, mentre i vari post pubblicati nel gruppo sono diversissimi come struttura, lunghezza, formulazione.
Il link è questo.

Il risultato è l’insieme di una lista di parole chiave ed il riassunto del testo passato, presentati con una formattazione XML.
La peculiarità di questa app sta nella possibilità di personalizzare tre parametri fondamentali:

Focus: permette di orientare l’analisi verso un aspetto specifico (sociale, tecnologico, economico o qualsiasi altro di interesse), modificando così l’angolazione del riassunto e la selezione delle parole chiave.
Audience: consente di definire il pubblico destinatario, adattando automaticamente il registro linguistico e la complessità del testo alle esigenze dei lettori finali.
Max: permette di stabilire il numero massimo di parole per il riassunto, garantendo sintesi di lunghezza appropriata per le diverse esigenze.

Come utilizzare questo GPTs nell’attività quotidiana

Una premessa, è multilingue, dalla prima richiesta dell’utente ne capisce la lingua e la imposta per la conversazione.

Questo assistente può essere un valido aiuto nella gestione dei contenuti testuali. Ecco alcuni scenari d’uso:

Ricerca e studio: per analizzare rapidamente articoli accademici o report di settore, estraendone i concetti chiave senza dover leggere integralmente testi molto lunghi.
Preparazione di presentazioni: per sintetizzare materiale complesso per creare slide efficaci, mantenendo solo le informazioni essenziali e organizzandole logicamente.
Content creator: per chi gestisce newsletter o canali social, può riassumere notizie e tendenze per condividerle con il pubblico.
Briefing e report: per trasformare documenti estesi in sintesi esecutive adatte ai decision-maker della vostra organizzazione.
Analisi competitiva: per estrarre sistematicamente le parole chiave dai contenuti dei concorrenti per individuare tendenze e opportunità.
Supporto didattico: per formatori o insegnanti, permette di creare materiali di studio sintetici a partire da fonti più ampie.

Ho progettato questo strumento pensando alle esigenze di professionisti della comunicazione, editor, ricercatori, studenti e in generale di tutti quelli che quotidianamente devono organizzare o presentare informazioni complesse in modo efficiente, ma sono certo che sia un’app che si presta anche ad essere usata anche in modi diversi da quelli che ho elencato.
Ricordatevi che dovete sempre controllare e fare vostro il risultato delle AI, anche di questo GPTs.

Per fare una prova ho fatto analizzare analizzare l’introduzione del mio libro Creatività ibrida, aumentando il numero di parole massimo per il riassunto, il risultato è stato:

<KEYWORD>
intelligenza artificiale, autorialità, creatività, copyright, diritto d’autore
</KEYWORD>

<ABSTRACT>
Il testo esplora l’impatto delle intelligenze artificiali generative di immagini nel mondo della creatività e dell’autorialità. L’autore si interroga su due questioni centrali: chi può essere considerato autore di un’opera creata con il supporto dell’AI e cosa definisce un’opera d’arte in questo contesto tecnologico. Partendo dalla sua esperienza personale, analizza come l’AI generativa stia trasformando il concetto di autore, evidenziando che nessuna creazione avviene senza un input umano. Il rapporto tra l’input dell’utente e l’output dell’AI diventa quindi un elemento centrale nella ridefinizione della creatività.

A differenza degli strumenti artistici tradizionali, le AI generative introducono un livello di imprevedibilità nel processo creativo. Non si limitano a eseguire fedelmente le istruzioni umane, ma interpretano, elaborano e in alcuni casi reinventano i contenuti, inserendo una forma di creatività computazionale. Il testo sottolinea come l’indeterminatezza del risultato sia influenzata da fattori come il prompt testuale, i parametri impostati e l’uso di immagini di riferimento. Questo porta a una nuova dinamica collaborativa tra uomo e AI, in cui l’artista diventa un direttore che guida l’output, piuttosto che un creatore diretto dell’opera.

L’analisi si sposta poi sugli aspetti giuridici, esaminando sentenze e normative da diverse parti del mondo per identificare un filo comune nella regolamentazione dell’autorialità delle opere create con AI. Si evidenzia la necessità di riconsiderare concetti consolidati come copyright e diritto d’autore, poiché l’AI modifica la relazione tradizionale tra l’artista e il prodotto finale. Il testo pone interrogativi cruciali: chi possiede i diritti di un’opera generata con AI? Quanto peso ha l’intervento umano rispetto al contributo dell’AI? Quali sono le implicazioni per la protezione della proprietà intellettuale?

Il testo approfondisce anche le conseguenze pratiche per gli artisti e i creativi, che si trovano a dover navigare in un panorama in cui le AI non solo supportano il processo artistico, ma lo ridefiniscono. L’autore evidenzia come questa evoluzione rappresenti sia una sfida che un’opportunità: da un lato, la necessità di nuove regolamentazioni e tutele per i creativi, dall’altro, la possibilità di esplorare nuove forme d’arte ibride.

Infine, viene raccontata l’esperienza dell’autore nell’uso dell’AI come strumento di supporto alla scrittura del testo stesso, dimostrando come l’intelligenza artificiale possa essere un valido assistente senza compromettere l’autenticità del processo creativo umano. In conclusione, il libro si propone di delineare il nuovo paradigma della creatività assistita dall’AI, esaminando come l’arte, la tecnologia e la definizione di autore si stiano evolvendo in un’era in cui la distinzione tra uomo e macchina è sempre più sfumata.
ità nell’era dell’intelligenza artificiale, promuovendo un approccio aperto e consapevole all’uso delle nuove tecnologie nel mondo artistico e culturale.
</ABSTRACT>

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