AI per studiare
AI e mondo dello studio, un rapporto complesso, forse anche complicato. Come si stanno muovendo gli attori principali di questo mondo?
Sappiamo che una delle accuse fatte alle AI è che ci disabituano a pensare, c’è la famosa ricerca del MIT riportata come dimostrazione che l’uso intensivo di ChatGPT (era l’AI usata nello studio, ma il ragionamento vale per tutte) ci renderebbe meno intelligenti. In realtà quello studio dice una cosa leggermente diversa, ma va bene, prendiamone l’interpretazione che è andata per la maggiore.
Ultimamente ha fatto molto rumore il rilascio da parte di OpenAI della “Modalità agente” di ChatGPT. La si attiva attraverso il menu degli strumenti, è la prima voce del menu e per evidenziarla meglio accanto al nome c’è anche l’etichetta NUOVO.
Di questa funzionalità si è parlato tantissimo al momento del lancio e se ne parla ancora molto.
Ma c’è un’altra voce del menu che non ha suscitato tanti clamori, la voce “Studia e impara”, che attiva la modalità studio.
L’azienda la presenta così:
“La modalità studio è stata pensata per essere coinvolgente e interattiva e per aiutare gli studenti a imparare qualcosa di nuovo, non solo a portare a termine un’attività”
Una descrizione del funzionamento è:
“un’esperienza di apprendimento che ti aiuta ad affrontare i problemi passo dopo passo, invece di limitarsi a fornire una risposta.”
Si tratta dunque di una modalità in cui l’utente, qui parlano di studenti ma chiunque può usarla, non sarebbe più passivo, non si limiterebbe più a demandare alla macchina, ma diventerebbe parte attiva del processo di elaborazione delle informazioni.
Incidentalmente sarebbe il modo corretto di usare le AI, l’utente dovrebbe essere essere il regista attivo, non l’utilizzatore passivo.
La modalità studio di ChatGPT è stata rilasciata da pochissimo, il 29 di luglio, il post di lancio è questo.
Ma OpenAI non è l’unica ad avere pensato a questo usi, anche Anthropic sta lavorando a “Claude Studio”, anche se per il momento non è dato di sapere di cosa si tratta.
Tutto questo testimonia di quanto l’ambito education interessi ai grandi player del mondo AI. OpenAI, Anthropic e Google hanno programmi dedicati al mondo scolastico.
OpenAI ha ChatGPT Edu, un progetto dedicato alle università.
Anthropic ha Claude for Education, sempre pensato per le università.
Il progetto di Google si distingue, il progetto si chiama Google for Education ed è pensato per le scuole di ogni ordine e grado con una suite di più tool.
