E i fotografi professionisti?
Come possono reagire i fotografi professionisti all’arrivo delle Intelligenze Artificiali? credo sia possibile reagire, usando quello che le IA non sanno fare.
Le Intelligenze artificiali non fanno foto ma generano immagini chiamate sintografie, tuttavia è altrettanto innegabile che possono produrre immagini di qualità fotografica.
I fotografi professionisti stanno reagendo in modo vario a questo. Una minoranza rumorosa manifesta il proprio pensiero critico in modo vivace, qualcuno anche eccedendo. Un’altra minoranza vuole capire cos’è questa strana cosa, un’altra minoranza ha già iniziato ad usarla nel proprio workflow, la maggioranza silenziosa sembra in attesa degli sviluppi usando senza problemi plugin e programmi vari basati sulle IA, forse inconsapevolmente.
Contemporaneamente le possibilità di generazione delle immagini usando le IA stanno crescendo in modo direi esponenziale, nuove feature vengono messe a disposizione e nuovi attori arrivano sulla scena.
Proviamo a guardare ad un paio di service online che impattano sul lavoro dei fotografi, giusto per provare a capire di cosa si sta parlando.
IMAGEN-AI

Promette di postprodurre in automatico i file raw inviati, con lo stile del fotografo o con lo stile di qualche altro fotografo preso a riferimento e messo a disposizione dal service. Molto utile per chi fa eventi e deve lavorare centinaia se non migliaia di scatti. Per poter creare il proprio stile personale di postproduzione occorre istruire l’IA inviando almeno 3000 foto postprodotte con lo stile che si vuole insegnare, in 24 ore il processo di training è completato e da quel momento è possibile inviare gli scatti di un servizio per avere nel giro qualche ora le immagini elaborate. Richiede Lightroom Classic ed ovviamente un’ottima connessione internet. Il costo è di 5 centesimi a foto.
I fotografi non sono toccati direttamente, non quelli che scattano almeno, anzi trovano un bell’aiuto. Sono toccati però quelli che si occupano di postproduzione, nei casi in cui non è il fotografo a fare tutto.
Il sito è imagen-ai.com
PROFILEPICTURE.AI

Indirizzato a chi ha bisogno di ritratti per vari sui, da quelli professionali, magari per Linkedin, a quelli per i social, magari ambientati in un caffè o vestiti da James Bond. Ovviamente sia per uomini che per donne, offrono anche la possibilità di fare ritratti di coppia come pure di ritrarre il nostro amico animale ma solo se gatto o cane. Al momento sono quasi 400 gli stili fra cui scegliere, è vero che per la maggior parte si tratta di stili grafici, vale a dire manga e variazioni sul tema, ma ce ne sono anche di qualità fotografica come quelli visibili nello screenshot.
Come funziona? Occorre inviare una ventina di ritratti della persona, nessuna pretesa artistica, basta solo che si veda bene il volto abbastanza vicino, l’immagine sia ferma ed il soggetto ben illuminato, fatti possibilmente in più giorni e con sfondi diversi. Vanno bene anche i selfie, anzi li consigliano
Sono disponibili vari pacchetti, il più caro propone 900 ritratti in formato 4K di tutti gli stili, per 24,75 dollari.
Penso che questo service qualche problema a chi si occupa di ritratti lo possa creare, è difficile competere con chi ha costi e tempi come questi.
Il sito è profilepicture.ai
SARÀ LA FINE DELLA FOTOGRAFIA?
Per quanto io sia un fan delle Intelligenze Artificiali sono anche un fotografo professionista e ho fatto e continuo a fare riflessioni sull’argomento (avevo già parlato del loro impatto sul mondo del lavoro e sui posti di lavoro persi, il link è questo). Sono dell’idea che no, l’arrivo delle IA non comporta automaticamente la morte della fotografia e dei fotografi. Di certo non non va a toccare i dilettanti (nel senso di chi lo fa per diletto), fotografare continua ad essere un bellissimo atto creativo e le Intelligenze Artificiali non intaccano in alcuna maniera il piacere che questo atto da.
Tocca invece i professionisti, che dovranno riconsiderare il loro lavoro. Quelli che ho fatto sono due esempi, due applicazioni delle IA che impattano in modo diverso su chi si occupa di eventi e chi si occupa di personal branding, il primo in modo (abbastanza) positivo il secondo no. Sono convinto che la risposta dei fotografi professionisti alle AI passi per tre parole:
• Autorialità
• Progettualità
• Umanità
Sono, per quello che vedo e penso, quello che le AI non riescono a fare e potrebbero essere riassunte nella definizione di “autore umano”, dove umano non si riferisce all’essere fatti di carne e non di chip ma alla capacità di provare emozioni e saperle trasferire nelle foto che si creano in quanto autori, sia nelle foto singole sia in quegli insiemi di foto chiamati progetti fotografici. Sono tutti elementi che richiedono un pensiero critico ed una capacità emotiva che le AI non hanno ancora e la risposta è appunto usare quello che ci differenzia dalle macchine.
Manca una parola nella lista che ho proposto, “usarle”. Nel senso di inserire le IA nel proprio portfolio di servizi che si offrono e/o inserirle nel proprio workflow. La prima idea, forse banale, per poter dare un servizio a clienti che altrimenti andrebbero a cercare da un’altra parte mettendoci la propria sensibilità acquisita con gli anni nelle immagini che si generano. La seconda idea perché le IA possono essere inserite nel flusso di lavoro anche se non producono le immagini finali pubblicate, ad esempio nelle fasi di brainstorming nei lavori in team o quando si discutono le idee con il committente. Oltre a considerare che le IA sono anche un ottimo strumento per trovare idee da sviluppare.
26 febbraio 2023
