Un GPTs per organizzare le idee

Un workflow con un GPTs di ChatGPT per organizzare le idee raccolte velocemente e in modo disordinato nei modi più diversi.

Mi capita di avere delle idee per un progetto o per un testo, un poco disordinate. In genere mi dico che quando ho un momento tranquillo ci penso per elaborarle e poi mi dimentico. Per questo ho iniziato a usare il registratore dello smartphone, annoto velocemente cosa mi passa per la testa e mi dico che appena ho un momento libero le riprendo. A questo punto casca l’asino, perché non basta un momento per riprendere e sviluppare un’idea, per mettere ordine nella confusione di una registrazione audio e di una testa che nel frattempo magari ha dimenticato i ragionamenti fatti e deve rimetterli insieme. E allora m’è venuta un’idea, sviluppare un assistente personale che mi aiuta proprio nella fase in cui io mio blocco, dare ordine alle idee disordinate, per ottenere un testo ordinato che può essere la base per ulteriori miei ragionamenti ed approfondimenti, oppure un testo da pubblicare sul mio blog o su un social. Come l’articolo che state leggendo, scritto usando appunto questo assistente personale assieme al workflow di cui l’assistente è parte.

È proprio da questa esigenza che nasce il mio GPTs personalizzato: uno strumento che non si limita a trasformare bozze disordinate in testi ordinati, ma che fa parte di un vero e proprio workflow pensato per semplificare e velocizzare tutto il processo creativo.
Uno strumento pensato per passare dal brainstorming selvaggio ad una forma organizzata e strutturata delle idee.

Si chiama Idea Organizer e può essere usato in tutte le lingue che conosce ChatGPT, cioè quasi tutte le lingue dl mondo.
Per provarlo il link è questo.

L’idea di partenza: aiutare le idee a prendere forma

Spesso il momento creativo è rapido, istintivo, per fermarlo registriamo un vocale al volo sullo smartphone, annotiamo una frase su un’app di note, oppure abbozziamo un concetto su un foglio, quello che funziona meno è fare affidamento sulla propria memoria. Sono spunti preziosi anche se spesso sono poco più che tracce, anche per questo difficili da usare se restano grezzi.

È qui che entra in gioco il mio GPTs. Non importa da dove arriva la bozza: può essere una trascrizione audio, un testo incompleto, un elenco sconclusionato di appunti, basta che si arrivi in qualche modo ad un forma testuale da sottoporre all’app. C’è anche la possibilità l’input audio diretto, cliccando sull’icona del microfono che si trova nell’area di inserimento del prompt.
Il GPTs è pensato per analizzare, riordinare, sviluppare e strutturare quei materiali, trasformandoli in un contenuto chiaro e fruibile.

Ma c’è di più.
Come prima azione l’utente deve indicare la lingua che vuole usare, a quel punto il GPTs si presenta e chiede alcune informazioni fondamentali per capire come analizzare il testo della bozza e come indirizzarsi nel creare il documento finale.
In questo modo non si limita a interpretare il materiale che riceve: costruisce il documento finale seguendo le istruzioni dell’utente, adattando tono, linguaggio e struttura in base ai suoi obiettivi.
È implicito nella descrizione, per essere espliciti questo assistente non si sostituisce all’utente, non fa i compiti al posto suo ma lo aiuta a mettere ordine nelle idee non strutturate all’inizio di un processo creativo.

Come si presenta:

Non solo uno strumento, ma un vero workflow

Una considerazione, quello che propongo va oltre il semplice uso del GPTs, ma è un vero workflow creativo, fluido e pratico.

Non importa come si cattura l’idea, quello che conta è poter arrivare ad un formato testuale da fornire all’app.
Il GPTs si occupa poi di tutto il resto: legge, analizza, fa domande per chiarire eventuali punti dubbi, e infine propone un contenuto strutturato, ordinato e coerente con le idee raccolte nella bozza.

Perché usare il mio GPTs invece di ChatGPT “normale”?

Una domanda legittima è: perché non usare direttamente ChatGPT?

La risposta sta nella specializzazione e nella semplificazione.
Il mio GPTs non nasce da un singolo prompt come “riassumi scrivendo bene”, ma da un insieme strutturato e complesso di istruzioni. Dietro c’è un lavoro accurato di definizione dei compiti, delle priorità, dei passaggi logici e delle modalità di interazione.

In pratica:
Il processo è guidato: il GPT ti accompagna passo passo, chiedendo le informazioni necessarie e seguendo un flusso ordinato.
Gli obiettivi sono chiari e specifici: trasformare bozze disordinate in testi chiari, coerenti e adatti allo scopo che decidi tu.

Questo approccio permette a chiunque di sfruttare la potenza di ChatGPT senza dover creare complessi prompt personalizzati.
Se non hai competenze specifiche, trovi un sistema già pronto all’uso.
Se invece hai esperienza nell’uso di ChatGPT, risparmi comunque tempo ed energie, perché trovi il lavoro già strutturato.
In poche parole: meno fatica, più risultati.

Un processo semplice, ma potente

Questo workflow permette di:

Catturare rapidamente le idee senza perderle per strada.
Lavorare ovunque, usando strumenti che hai già a disposizione.
Trasformare anche materiali grezzi in testi completi e professionali.

Il GPT non si limita a correggere errori grammaticali o ortografici: agisce sulla struttura logica, migliora il ritmo del testo, adatta il registro linguistico al pubblico di riferimento e, dove serve, arricchisce il contenuto basandosi su ricerche coerenti con la bozza iniziale.

Nel mio caso preferisco separare il momento della registrazione audio dal momento dell’uso dell’assistente, lo faccio perché in questo modo posso registrare in più sessioni quando inizio a ragionare su qualcosa e posso cancellare registrazioni “non venute bene”, ma niente impedisce di utilizzare direttamente l’opzione di registrazione audio che rende disponibile ChatGPT. In questo modo basta aprire il GPTs, attivare la funzione audio e registrare direttamente dentro l’app.

Un caso, l’articolo sulla campagna della SIAE contro le AI

Anche l’articolo sulla campagna della SIAE contro le AI, il link è questo, l’ho generato con questo workflow, ho aperto la pagina della campagna sul loro sito e ho registrato andando a ruota libera quello che mi veniva in mente, non avevo fatto nessuno schema del discorso perché volevo testare il GPTs.

Il risultato di questo brainstorming audio è stata una registrazione di 12 minuti, abbastanza disordinata.

Questa è la sua analisi della bozza.

Un altro caso di studio: proprio questo articolo

Per far capire meglio come funziona il workflow ora racconto come è nato questo stesso articolo.

Primo passo: con l’app del registratore vocale del mio smartphone ho fissato le riflessioni che avevo in mente su questo GPTs, parlando liberamente di quello che volevo raccontare.
Secondo passo: la stessa app del registratore vocale permette di salvare la trascrizione, usando l’ecosistema android ho salvato il file direttamente sul mio Drive.
Terzo passo: a quel punto ho aperto il GPTs, grazie alla connessione diretta con Drive ho potuto caricare direttamente il file e ho risposto alle domande iniziali.
Quarto passo: il GPTs ha analizzato la bozza, ha strutturato le idee, ha ordinato i concetti, ha migliorato l’espressione e il ritmo, ed è riuscito a creare la prima versione ordinata dell’articolo.

Da lì ho potuto rivedere il risultato, aggiungendo “a mano” la parte sull’articolo sulla campagna SIAE e qualche aggiustamento.
Ho impiegato di più a creare la pagina in WordPress, considerando anche il tempo impiegato per capire se e come inserire gli elementi interattivi, cosa che alla fine ho fatto con H5P (per capire cos’è lo racconto in questo articolo).
Il vantaggio, uso di strumenti che già utilizzo (smartphone, app del registratore vocale, Drive), processo è veloce ma basato sulle mie idee e sulle mie richieste.

Per chi è pensato questo strumento?

Il mio GPT è utile per chiunque voglia:

Organizzare velocemente le proprie idee.
Produrre rapidamente contenuti chiari senza dover combattere con bozze caotiche.
Lavorare in mobilità, sfruttando strumenti semplici come smartphone e cloud.
Trasformare il pensiero creativo in documenti professionali, risparmiando tempo e fatica.

È pensato per content creator, formatori, studenti, chiunque scriva e più in generale anche per chi non vuole più lasciare le proprie intuizioni chiuse in un cassetto.

Conclusione

Avere idee è facile (vabbè, circa). Ma la vera sfida è dare loro una forma chiara, strutturata e utile.

Con il mio GPTs e il workflow che ho descritto ogni idea può trovare la sua strada verso un contenuto efficace, ordinato e pronto all’uso.

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