Di chi è la colpa?

Le intelligenze artificiali come la robotica hanno un lato oscuro, molte persone perderanno il posto di lavoro.

Ultimamente mi è capitato di vedere passare questo meme, in più formati grafici e sia in italiano che in inglese, condiviso sia da contatti italiani che stranieri. Ammetto di avere condiviso il pensiero all’inizio, poi ho pensato che il significato non è molto chiaro.

Si parte dalla considerazione non espressa in modo esplicito ma direi chiara, se qualcuno perderà il posto di lavoro venendo sostituito da chi sa usare le AI di chi è la colpa (dando per buono che ci sia un colpevole)? La prima parte è chiara, non è colpa dello strumento, è la seconda parte che in effetti non trovo chiara, perché mi sembra che possa essere interpretata in due modi opposti.
Il primo, la colpa è di quello che ha imparato ad usarle e per questo ti sostituirà.
Il secondo, la colpa è tua che non hai voluto aggiornarti, quindi è normale che tu venga sostituito da chi la sfida l’ha raccolta.

La sensazione che mi danno entrambe le versioni è che sia un modo per dare delle colpe a qualcuno che quelle colpe non ha, una specie di gioco del dito e della luna. perché quando saranno dei dipendenti a perdere il lavoro sostituiti da una o due persone capaci di usare le IA sarà perché il datore di lavoro vorrà risparmiare sui costi. E quando sarà il libero professionista a perderlo sarà perché un suo cliente preferirà rivolgersi ad un altro professionista che maneggia i nuovi tool per spendere meno o avere i risultati in minor tempo, più probabilmente entrambe le cose, costi e tempi inferiori. E ci si dimentica di dire che non sono le persone ad essere sostituite ma sono gli strumenti ed i metodi di lavoro connessi, detto ovviamente senza dimenticare che uno strumento usato per lavorare comporta sempre una persona capace di usarlo. Tirando le somme quello che farà perdere il posto di lavoro sarà un’operazione di riduzione costi.

Ho usato il futuro, in realtà succede già da tempo (cliccare sulle immagini per aprire i link agli articoli completi)

Come si vede è un fenomeno che interessa professioni molto diverse, se si considera anche quello della robotica il taglio dei posti di lavoro riguarda davvero tutti i tipi di lavori, manuali ed intellettuali. E secondo me il colpevole non è chi prende il posto di un altro perché sa usare i nuovi metodi, non è neppure del datore di lavoro che sceglie di adeguarsi ai nuovi tempi. Questa cosa del cercare un colpevole da additare è facile e comoda. Ed è anche utile per non fare/farsi domande, perché è piuttosto il sistema nel suo insieme che non sembra voler considerare che l’inevitabile ricaduta delle nuove tecnologie richiede delle soluzioni di sistema, appunto. Però viste le dimensioni e la velocità con cui le vicende potrebbero accadere si tratta di un problema nuovo, che non si risolve con il solito metodo dell’insegnare ad usare nuovi strumenti a chi perde il lavoro, avendo anche il tempo perché quelli in eccesso arrivino alla fine della loro vita lavorativa. Questa volta va tutto troppo in fretta perché avvenga come è più o meno sempre successo, siamo all’inizio di qualcosa di nuovo. E problemi nuovi richiedono soluzioni nuove, forse anche un cambio di sistema, qualsiasi cosa voglia dire in un mondo nuovo. Solo che ogni nuova soluzione richiede visionari nuovi e al momento non ne vedo fra quelli che possono prendere decisioni importanti, men che meno fra i politici italiani.

18 gennaio 2023

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