C’è il libro!
Sono arrivate le prime copie cartacee ‘Creatività ibrida’, un momento importante ed un passaggio, ora inizia la fase della vita pubblica del libro
Un progetto lungo ha fasi diverse, momenti che segnano dei passaggi. Oggi è stato uno di quei momenti: ho ricevuto le prime copie stampate del mio libro ‘Creatività ibrida’, ne avevo parlato in questo post. Mi sono preso qualche minuto per gustare questo momento, per toccare quello che fino a ieri esisteva solo come file sul mio computer. È il mio primo saggio ed è pubblicato da un editore (Ledizioni) e sì, ammetto che c’è una bella dose di emozione in questo momento.
Sono convinto che l’intelligenza artificiale stia ridefinendo il processo creativo e ho cercato di capire come, l’ho fatto nel modo che mi è più congeniale: andando in profondità, analizzando casi reali, raccontando esperienze concrete. Ho voluto evitare quello che spesso vedo online: guide rapide, tutorial veloci da un lato, dall’altro testi filosofici o comunque molto teorici. Il mondo delle AI corre velocissimo, lo sappiamo tutti, ma esistono principi fondamentali che rimangono validi indipendentemente dallo strumento che usiamo.
Nel mondo professionale ci si inizia a chiedere come integrare l’AI nel proprio flusso di lavoro senza perdere la propria identità creativa, come gestire le questioni di copyright quando si usa l’AI, fino a quali sono i limiti e le opportunità reali di questi strumenti.
Ho dedicato molto spazio a questioni come il copyright e l’autorialità, analizzando sentenze da tutto il mondo e scoprendo aspetti sorprendenti che hanno implicazioni dirette sul nostro lavoro quotidiano. Per garantire il massimo rigore in questa sezione, ho avuto il privilegio di collaborare con l’avvocato Simone Aliprandi, esperto nel diritto d’autore e nel diritto della comunicazione e delle nuove tecnologie. Il suo contributo è stato fondamentale per capire le sfumature delle implicazioni legali dell’uso dell’AI nel processo creativo. Ho esaminato come l’AI si inserisce nel flusso creativo, non come sostituto ma come strumento che amplifica le nostre capacità – sempre che lo si sappia usare nel modo giusto.
Scrivere di tecnologie che evolvono così rapidamente è una sfida: rischi che il tuo libro sia obsoleto prima ancora di arrivare in libreria. Per questo ho scelto di concentrarmi su principi che valgono sia che si usi Midjourney, sia che si preferisca Stable Diffusion, Firefly o DALL-E. Non è un tutorial passo-passo che potrebbe essere superato domani, ma riflessioni concrete sul cosa vuol dire integrare l’AI nel proprio processo creativo.
Questo libro vuole anche essere l’inizio di una conversazione più ampia sulla creatività nell’era dell’AI. Per questo nei prossimi mesi vorrei organizzare una serie di incontri dove potremo confrontarci di persona su questi temi.
Credo fermamente che siamo in un momento di transizione fondamentale per il mondo creativo. L’AI non è solo uno strumento in più nella nostra cassetta degli attrezzi: sta ridefinendo il modo in cui pensiamo alla creatività stessa. Ma sono altrettanto convinto che la vera innovazione nasca dalla capacità di integrare questi strumenti in un processo creativo consapevole e strutturato. È di questo che parla ‘Creatività ibrida’: di come costruire questo ponte tra la creatività umana e le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
A presto, sia qui sul blog che, spero, di persona!
