Anthropic e OpenAI sono uguali?

Anthropic e OpenAI il 24 novembre hanno rilasciato due prodotti molto diversi fra loro. Questa differenza racconta bene anche le differenze fra le due aziende.

Di fronte all’abbondanza di proposte nel campo dell’intelligenza artificiale, con novità che si susseguono a ritmo serrato e benchmark che mettono continuamente a confronto un modello con l’altro, verrebbe da pensare che in fondo siano tutte uguali, che si somiglino tantissimo. Ma è davvero così?

Per una curiosa coincidenza il 24 novembre Anthropic e OpenAI hanno presentato due nuovi prodotti nello stesso giorno. Due annunci che confrontati raccontano molto più di quanto potrebbe sembrare a prima vista.

Anthropic ha presentato Opus 4.5, l’ultimo modello della famiglia Claude. Nella pagina di lancio, l’azienda lo descrive come “intelligente, efficiente e il miglior modello al mondo per il coding, gli agenti e l’uso del computer“. Anthropic ha scelto di concentrarsi sulla capacità di gestire progetti software complessi, di orchestrare flussi di lavoro autonomi che richiedono decine di passaggi concatenati, di interagire direttamente con il sistema operativo per eseguire operazioni al posto dell’utente. Si parla di sessioni di lavoro autonomo che possono durare ore, di debug su codebase estese, di task che i modelli precedenti non riuscivano a completare.
Lo stesso giorno, OpenAI ha rilasciato Shopping Research. L’annuncio si apre così: “Oggi abbiamo introdotto Shopping Research, una nuova esperienza in ChatGPT che fa la ricerca per te per aiutarti a trovare i prodotti giusti“. Si tratta di un assistente personale per gli acquisti, l’utente descrive cosa cerca, il sistema attraverso una serie di domande cerca di capire meglio le esigenze, consulta recensioni e specifiche tecniche sul web, alla fine restituisce una guida all’acquisto personalizzata. Pensato per le decisioni di acquisto complesse e lanciato strategicamente a ridosso del Black Friday e del periodo natalizio.

Sono due prodotti completamente diversi. Diversi per concezione, per utilizzo, ma soprattutto per destinatari, ma non si tratta di un caso isolato, Anthropic ad esempio non ha mai sviluppato strumenti per la generazione di immagini, non genera video. Ha scelto deliberatamente di concentrarsi sull’ambito più ristretto dei modelli linguistici per il lavoro professionale, con un’attenzione particolare a coding, automazione e ragionamento complesso. Quando rilascia nuove funzionalità, sono strumenti come Claude Code, estensioni per browser pensate per l’automazione di task ripetitivi, integrazioni con fogli di calcolo per analisi dati.
OpenAI segue una traiettoria diversa, punta a coprire l’intero spettro delle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale: generazione di testo, immagini, video, audio, voce in tempo reale, assistenza allo shopping, ricerca sul web. ChatGPT è diventato uno strumento che vuole essere utile a chiunque, per qualsiasi cosa, una scelta strategica legittima e coerente.

Anthropic costruisce strumenti pensando principalmente a sviluppatori, team tecnici e aziende che vogliono integrare l’intelligenza artificiale nei propri processi di lavoro. OpenAI costruisce strumenti pensando a tutti — il singolo utente che vuole un aiuto per scrivere un’email, lo studente che deve preparare un esame, il professionista che cerca informazioni, la persona che deve scegliere un regalo di Natale.

Questo non significa che OpenAI ignori le aziende: ha una divisione enterprise significativa, offre API per sviluppatori, ha clienti corporate importanti. E non significa che Anthropic sia inaccessibile ai singoli utenti, chiunque può usare Claude. La differenza sta nell’enfasi, nella priorità, nel punto da cui parte la progettazione del prodotto.
Quando Anthropic decide su cosa lavorare, sembra chiedersi: “Questo aiuterà i nostri utenti a lavorare meglio?“. Quando OpenAI prende la stessa decisione, sembra chiedersi: “Questo sarà utile al maggior numero possibile di persone?“. Sono domande diverse, e producono prodotti diversi.

Le azioni raccontano bene, Anthropic rilascia Claude Code, estensioni per l’automazione, integrazioni con Excel per analisi dati. OpenAI rilascia DALL-E, Sora, la modalità vocale, l’assistente allo shopping. Anthropic comunica parlando di benchmark sul coding e di sessioni di lavoro autonomo di trenta ore. OpenAI comunica parlando di centinaia di milioni di utenti e di esperienze accessibili a tutti i piani, incluso quello gratuito.
Non servono dichiarazioni di intenti: i prodotti che un’azienda sceglie di costruire, le funzionalità su cui investe, i casi d’uso che mette in evidenza raccontano già dove sta guardando.

Sono molti gli attori che affollano il panorama dell’intelligenza artificiale, Google, Meta, X e startup che si affacciano, ciascuno con la propria visione, i propri punti di forza, le proprie scelte strategiche.

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