Ho connesso Claude e GIMP

Ho costruito un connettore fra Claude e GIMP, ma il senso dell’articolo è mostrare che le AI spostano molto più in alto il limite di quello che si può fare.

Le AI generative non servono solo a fare più velocemente quello che già facevamo, servono anche a fare cose che prima non potevamo fare, o che non aveva senso fare perché il costo in tempo e competenze era troppo alto.

Per mostrarlo nella pratica ho costruito un connettore fra Claude e GIMP, utilizzando Claude Code.

La partenza, sono fotografo e uso GIMP da anni, assieme a Photoshop ed altri tool. Ma GIMP è stato il mio primo strumento di postproduzione, scelto quando ero un fotografo non professionista, insomma ci sono un po’ affezionato e per questo l’ho scelto per fare questa prova. Ho pensato se collegassi Claude direttamente a GIMP? Se potessi dire

prendi questa foto, aumenta la luminosità, ridimensionala

e vedere l’operazione eseguita in tempo reale?

Il risultato è un progetto dimostrativo che ho condiviso su GitHub, un connettore che permette a Claude Desktop di controllare GIMP 3 attraverso un MCP. Per chi ha fretta di vederlo il link è questo.

Attenzione, è una demo, non un prodotto finito, ma funziona e credo mostri qualcosa.

Un progetto che ha richiesto tempo (e il modello giusto)

Questo progetto non è nato in un pomeriggio, ci giro attorno da un po’ con Claude Code, l’ambiente di sviluppo assistito di Anthropic. Abbiamo fatto diversi tentativi, incontrato ostacoli, ricominciato.

Una parte della difficoltà è stata una mia scelta deliberata: ho voluto costruire il connettore per GIMP 3, non per la versione precedente. GIMP 3 è stato rilasciato a marzo di quest’anno, è profondamente diverso dalla precedente versione. Il lavoro sarebbe stato meno complesso per la versione 2.10, più conosciuta e con più esempi, risorse e codice già scritto da cui partire.

Anche se Claude Code mi ha suggerito più volte di tornare sulla versione vecchia per sbloccare il progetto, ho deciso di insistere sulla 3 perché è la nuova versione stabile, quella su cui ha senso investire. Costruire qualcosa per una versione legacy avrebbe funzionato, ma sarebbe stato un esercizio fine a sé stesso.

Da subito ho posto il vincolo che doveva essere qualcosa di facile da gestire per un utente medio, non una soluzione da sviluppatori. Claude Code ha proposto una soluzione basata su un plugin Python dentro GIMP a far da ponte con il server MCP. È una scelta tecnica che non avrei saputo fare da solo, ma che risponde esattamente al requisito che avevo espresso.

La svolta finale è arrivata con Opus 4.5, l’ultimo modello di Anthropic. Con i modelli precedenti il processo si inceppava, troppe volte è successo di dover riprendere e correggere perdendo il filo. C’è anche da considerare che prima lavoravo con Sonnet 4.5, Opus 4.0 era troppo caro in termini di consumo di token e esauriva troppo velocemente quelli disponibili nell’arco delle 5 ore.

Cosa fa questo progetto (e cosa non fa)

Do per buono che chi mi segue sappia cosa è un server MCP, per chi non ne ha mai sentito parlare ci sono due articoli introduttivi sull’argomento, il primo su cos’è un server MCP, il secondo come si installa e configura per l’uso con Claude Desktop.
Il connettore Claude-GIMP è una dimostrazione di fattibilità, non un prodotto pronto per la produzione. L’ho costruito con uno spirito preciso: mostrare che si può fare, non fornire uno strumento completo.

Le funzioni attualmente abilitate sono poche, sufficienti a far vedere che il meccanismo funziona. Puoi chiedere a Claude di creare una nuova immagine vuota, elencare le immagini aperte, ridimensionare un’immagine, regolare luminosità e contrasto. Claude esegue l’operazione e ti conferma il risultato.

Mancano molte cose: filtri avanzati, gestione dei livelli, selezioni, maschere, export in formati diversi. Non è dovuto ad un limite tecnico insuperabile, semplicemente che non era lo scopo. Volevo un prototipo che dimostrasse il principio, non un’applicazione da mettere in produzione.

Il progetto è su GitHub con licenza MIT. Se qualcuno vuole prenderlo e svilupparlo ulteriormente, è incoraggiato a farlo. Anzi, sarebbe il completamento ideale di questa storia: un progetto nato come dimostrazione che diventa qualcosa di più grazie al contributo di altri.

Come funziona, in parole povere

L’architettura ha tre componenti che si parlano in sequenza.

  • Il primo è il server MCP, un programma Python che Claude Desktop sa come chiamare. Quando chiedi a Claude di fare qualcosa con GIMP, Claude invia una richiesta a questo server.

  • Il secondo è il bridge plugin, un plugin che gira dentro GIMP. Quando apri GIMP e attivi il bridge dal menu Filtri, GIMP inizia ad ascoltare le richieste in arrivo.

  • Il terzo è la connessione tra i due, il server MCP manda comandi al bridge, il bridge li esegue dentro GIMP, e il risultato torna indietro.

Il processo: costruire qualcosa senza saper programmare

La domanda più ovvia a questo punto, come si costruisce qualcosa del genere se non sei uno sviluppatore?

La risposta breve è: non scrivi codice, guidi il processo. Claude Code scrive, tu verifichi e correggi la direzione.

In pratica funziona così. Inizi descrivendo cosa vuoi ottenere, Claude Code propone un’architettura, ti spiega le scelte, genera i primi file.

Poi testi. Qualcosa non funziona (quasi sempre qualcosa non funziona al primo tentativo). Descrivi l’errore, Claude Code propone una correzione, riprovi. Il ciclo si ripete: descrizione, proposta, test, feedback.

Il mio ruolo in questo progetto non è stato scrivere codice Python. È stato decidere cosa doveva fare il sistema, testare se lo faceva davvero, segnalare quando non funzionava e mantenere chiaro l’obiettivo finale mentre risolvevamo i problemi uno per uno.

Servono alcune competenze, questo sì. Devi saper descrivere cosa vuoi in modo ragionevolmente preciso. Devi avere abbastanza familiarità con il dominio (nel mio caso, sapere come funziona GIMP dal punto di vista utente). Devi saper leggere un messaggio di errore e riportarlo, anche se non lo capisci completamente.

Ma non devi saper programmare. La programmazione la fa Claude. Tu fai il committente, il tester, il direttore dei lavori.

Come provarlo

Se vuoi sperimentare con questo progetto, ecco i passaggi essenziali.

  • Prerequisiti: Python 3.8 o superiore, GIMP 3.0 installato, Claude Desktop con supporto MCP attivo.

  • Installazione del server MCP: clona il repository da GitHub, entra nella cartella, installa con pip in modalità development.

  • Installazione del plugin GIMP: copia la cartella del plugin nella directory dei plugin di GIMP. Su Windows è dentro AppData/Roaming/GIMP/3.0/plug-ins, su Linux e macOS dentro la cartella di configurazione di GIMP.

  • Configurazione di Claude Desktop: aggiungi il server al file di configurazione di Claude Desktop, specificando il percorso dello script di avvio.

  • Avvio: apri GIMP, attiva il bridge dal menu Filtri → MCP → MCP Bridge Server. Poi apri Claude Desktop e prova a chiedere «controlla la connessione con GIMP».

Le istruzioni dettagliate sono nel repository, nei file README e CLAUDE_SETUP.

Oltre questo progetto

Ovviamente l’argomento centrale dell’articolo non è GIMP. è invece prendere questo esempio per dire che ora si può fare una cosa impensabile fino a pochi mesi fa. Facendo attenzione ad una cosa, interagire con le macchine è qualcosa che bisogna imparare. Non basta sedersi e chiedere, si deve partire dallo spiegare all’AI cosa serve e costruirlo insieme, pezzo per pezzo, iterazione dopo iterazione.

Il repository è pubblico, il link è questo. È Open Source, si può scaricare liberamente e gratuitamente.

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