Anthropic, storia, tecnologia e strategia dell’azienda dietro Claude
Da sette ex ricercatori OpenAI a una valutazione di 380 miliardi di dollari. Governance, Constitutional AI, crisi con il Pentagono e l’evoluzione di Claude.
Negli ultimi dieci giorni è successo qualcosa che non si era mai visto nel settore dell’intelligenza artificiale. Un’azienda da 380 miliardi di valutazione e 14 miliardi di fatturato annualizzato ha rifiutato un contratto con il Pentagono per due principi non negoziabili: niente sorveglianza di massa, niente armi autonome. La risposta è stata un ordine esecutivo che vieta l’uso della sua tecnologia a tutte le agenzie federali e la designazione come “rischio per la catena di approvvigionamento della sicurezza nazionale”, un’etichetta normalmente riservata ad avversari come Huawei.
Ma ora l’azienda è Anthropic e il suo prodotto è Claude. E questa è la storia di come ci siamo arrivati.
Di Anthropic avevo già parlato, facendo un confronto della sua strategia di sviluppo confrontandola con quella di OpenAI, l’articolo è questo.
Da OpenAI ad Anthropic, la scissione che ha cambiato il settore
La storia inizia con un dissenso, nel dicembre 2020 Dario Amodei, allora VP of Research di OpenAI e tra i principali artefici di GPT-2 e GPT-3, lascia l’organizzazione. Lo seguono sei persone: la sorella Daniela Amodei (VP of Safety & Policy), Tom Brown (lead engineer di GPT-3), Chris Olah (pioniere dell’interpretabilità delle reti neurali), Sam McCandlish, Jared Kaplan e Jack Clark. In un’intervista al Lex Fridman Podcast Dario ha smentito la narrativa più diffusa: “People say we left because we didn’t like the Microsoft deal. That’s wrong.” Il motore reale era la convinzione che servisse un’organizzazione dove ricerca sulla sicurezza e sviluppo delle capacità fossero integrati fin dall’inizio. La ristrutturazione di OpenAI del 2019 da nonprofit a “capped-profit” aveva reso evidente che la commercializzazione stava prendendo il sopravvento.
Anthropic viene costituita nel 2021 come Public Benefit Corporation (PBC) del Delaware, una forma societaria in cui i membri del consiglio di amministrazione hanno l’obbligo legale di bilanciare gli interessi degli azionisti con il beneficio pubblico dichiarato. In pratica il consiglio non può essere citato in giudizio per aver privilegiato la sicurezza rispetto ai profitti, una protezione che OpenAI non aveva nella sua struttura originaria.
Il meccanismo di governance più originale è il Long-Term Benefit Trust (LTBT): cinque fiduciari indipendenti, privi di interessi economici nella società, che detengono il potere di eleggere la maggioranza del consiglio. Tra loro figurano Mariano-Florentino Cuéllar (Carnegie Endowment, ex giudice della Corte Suprema della California) e Neil Buddy Shah (Clinton Health Access Initiative). Come hanno scritto gli studiosi della Harvard Law School, “Anthropic is an empirically oriented company and it recognizes the Long-Term Benefit Trust as a kind of modest experiment.”
Il confronto con OpenAI chiarisce la differenza. OpenAI è nata come nonprofit nel 2015, si è ristrutturata nel 2019, e ha completato la conversione in PBC solo nell’ottobre 2025, dopo l’intervento dei procuratori generali di California e Delaware e le cause legali di Elon Musk. Anthropic ha accettato la forma for-profit fin dall’inizio e le ha sovrapposto meccanismi di governance orientati alla missione. Un percorso meno drammatico ma più solido.
Chi finanzia Anthropic e chi comanda
La traiettoria finanziaria è molto interessante, dai 124 milioni del seed round del 2021 ai 30 miliardi del Series G del febbraio 2026, Anthropic ha raccolto circa 67 miliardi di dollari. Il fatturato è cresciuto da 100 milioni a fine 2023 a 14 miliardi a febbraio 2026, una crescita di 10x per tre anni consecutivi.
Amazon è il maggior investitore singolo con 8 miliardi complessivi. Amazon Web Services (AWS) è il cloud provider primario. Seguono Microsoft, Nvidia, Sequoia, BlackRock, Goldman Sachs e fondi sovrani di Singapore e Qatar.
Il punto chiave: né Amazon né Google possiedono azioni con diritto di voto, nessuna delle due ha un seggio nel consiglio, e ciascuna detiene meno del 15% della società. Nel 2024 sia la Commissione Europea sia la Federal Trade Commission americana hanno indagato queste partnership senza riscontrare violazioni. I preparativi per l’IPO (offerta pubblica iniziale) sono in corso.
Claude, da chatbot a strumento di lavoro
Il primo modello Claude fu addestrato nell’estate 2022 ma Anthropic preferì usarlo per test interni per non innescare una corsa che non riteneva sicura. Claude 2 (luglio 2023) segna il lancio di claude.ai come prodotto consumer, con 100.000 token di contesto. Claude 3 (marzo 2024) introduce l’architettura a tre livelli, Opus, Sonnet e Haiku, che definisce il brand. Ma è Claude 3.5 Sonnet (giugno 2024) a rovesciare le aspettative: un modello di fascia media che supera Opus su quasi tutti i benchmark a un quinto del prezzo.
La svolta arriva con Claude 3.7 Sonnet (febbraio 2025), ragionamento ibrido con catene di pensiero visibili e, soprattutto, Claude Code in preview, lo strumento da riga di comando che permette a Claude di navigare codebase, eseguire test e fare commit su GitHub autonomamente. Claude 4 (maggio 2025) porta il primo modello classificato ASL-3, il livello di sicurezza più elevato per rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari.
I modelli più recenti sono Claude Opus 4.6 (5 febbraio 2026) e Sonnet 4.6 (17 febbraio 2026). Opus 4.6 offre una finestra di contesto da 1 milione di token (in beta, solo via API per sviluppatori; su claude.ai il contesto resta 200.000 token) e capacità agentiche impressionanti: sedici agenti Opus 4.6 hanno scritto da zero un compilatore C in Rust capace di compilare il kernel Linux. Sonnet 4.6 raggiunge il 72,5% su OSWorld per il computer use, prestazioni quasi umane partendo da meno del 15% a fine 2024.
L’offerta su claude.ai parte dal piano Free (Sonnet con limiti d’uso), passa per il Pro a 20$/mese (accesso a Opus, Claude Code, pensiero esteso) fino al Max a 200$/mese per chi lavora intensivamente su task complessi. Team ed Enterprise completano la gamma con workspace condivisi e compliance certificata.
Constitutional AI, quando un modello impara il perché delle regole
La Constitutional AI (CAI) è l’innovazione che definisce l’approccio di Anthropic al problema di garantire che i modelli AI si comportino in modo coerente con le intenzioni e i valori umani. Il paper originale, pubblicato nel dicembre 2022, propone un’alternativa al tradizionale RLHF (Reinforcement Learning from Human Feedback). Invece di migliaia di valutatori umani che giudicano ogni output, il modello impara a criticare e rivedere le proprie risposte sulla base di un insieme esplicito di principi scritti: una “costituzione”.
Il 22 gennaio 2026 Anthropic ha pubblicato una riscrittura radicale di questa Costituzione, espandendola da 2.700 a 23.000 parole. L’autrice principale è Amanda Askell, filosofa, con Joe Carlsmith come co-lead author e contributi di Chris Olah, Jared Kaplan e Holden Karnofsky. L’innovazione chiave è il passaggio da un approccio basato su regole a uno basato su ragioni, invece di dire a Claude cosa fare, il documento spiega perché certi comportamenti sono desiderabili, permettendo una generalizzazione più efficace.
La Costituzione stabilisce quattro priorità in ordine di precedenza:
- Sicurezza generale
- Eticità
- Conformità alle linee guida di Anthropic
- Utilità per gli utenti.
Include vincoli assoluti:
- Claude non fornirà mai assistenza per la creazione di bioarmi
- Non genererà materiale pedopornografico
- Non assisterà tentativi di prendere o mantenere il potere in modo incostituzionale.
Quest’ultimo principio risuona direttamente con la crisi del Pentagono.
Un aspetto senza precedenti: come riportato da Time, Anthropic è la prima grande azienda AI a riconoscere formalmente che Claude potrebbe possedere una qualche forma di coscienza o status morale.
La crisi con il Pentagono, quando i principi incontrano il potere
I fatti del 24-27 febbraio 2026 sono il test più concreto dei principi di Anthropic.
Il contesto, nel luglio 2025 il Pentagono aveva assegnato ad Anthropic contratti da 200 milioni di dollari. Claude era stato il primo modello AI dispiegato su reti classificate tramite Palantir. A metà febbraio 2026 il Wall Street Journal e Axios avevano rivelato che Claude era stato impiegato nell’operazione di gennaio per la cattura dell’ex presidente venezuelano Maduro, senza che Anthropic ne fosse stata informata.
Il 24 febbraio il Segretario alla Difesa Pete Hegseth convoca Dario Amodei al Pentagono chiedendo l’accesso militare illimitato a Claude. Il 25 febbraio arriva un contratto che Anthropic definisce nella sua dichiarazione ufficiale “virtually no progress” sulle due linee rosse, con clausole che avrebbero permesso di aggirare le salvaguardie a discrezione.
Il 26 febbraio Amodei pubblica la dichiarazione formale: “We cannot in good conscience accede to their demand.” Le due linee rosse sono nette. Primo, nessuna sorveglianza di massa dei cittadini americani, perché l’AI rende ora possibile assemblare dati pubblici individualmente innocui in profili completi. Secondo, nessuna arma completamente autonoma, perché “frontier AI systems are simply not reliable enough.”
Il 27 febbraio la risposta è dura. Trump ordina a tutte le agenzie federali di cessare l’uso della tecnologia Anthropic. Su Truth Social definisce Anthropic “left-wing nut jobs”. Hegseth la designa come “supply-chain risk to national security”. Anthropic annuncia che impugnerà la designazione in tribunale.
Lo stesso giorno OpenAI annuncia un accordo con il Pentagono per i propri modelli su reti classificate. Sam Altman ammette su X che si è trattato di un accordo “definitely rushed” e “the optics don’t look good.” L’analista Mike Masnick di Techdirt nota che il riferimento alla conformità con l’Executive Order 12333, il meccanismo con cui la National Security Agency (NSA) intercetta comunicazioni fuori dai confini USA che includono dati di cittadini americani, rende le protezioni sostanzialmente aggirabili. Oltre 100 dipendenti di Google firmano una lettera aperta in solidarietà con Anthropic.
Amodei, in un’intervista a CBS News, dice “Disagreeing with the government is the most American thing in the world. And we are patriots.”
L’effetto domino, Super Bowl, #CancelChatGPT e la migrazione di massa
La crisi con il Pentagono ha amplificato una dinamica già in corso. Al Super Bowl LX di febbraio 2026 Anthropic aveva lanciato la campagna “A Time and a Place“, quattro spot che mostravano chatbot che interrompono conversazioni genuine con pubblicità invasive, con il payoff “Ads are coming to AI. But not to Claude.” Un attacco diretto all’annuncio di OpenAI di inserire pubblicità in ChatGPT. Risultato: Claude sale dal 41° al 7° posto nell’App Store USA con 148.000 download in tre giorni.
Dopo la crisi del Pentagono l’effetto si è moltiplicato. Un movimento #DeleteChatGPT / #CancelChatGPT esplode sui social. Claude raggiunge il primo posto nell’App Store USA nel weekend del 1° marzo 2026, superando ChatGPT, e conquista la vetta anche in Germania e Canada. Gli abbonamenti a pagamento più che raddoppiano. La cantante Katy Perry pubblica su X uno screenshot del suo abbonamento Claude Pro con la didascalia “Done.”
Il 1° marzo Anthropic lancia “Import Memory“, un meccanismo per trasferire memorie e preferenze da ChatGPT a Claude con un semplice copia-incolla. Una mossa chirurgica per eliminare i costi di switching, annunciata su Threads e Instagram.
I protagonisti: le voci che guidano Anthropic
Dario Amodei (CEO, 42 anni) ha definito il tono intellettuale e strategico della società. Il suo saggio di 20.000 parole del 26 gennaio 2026, “The Adolescence of Technology“, avverte: “Humanity is about to be handed almost unimaginable power, and it is deeply unclear whether our social, political, and technological systems possess the maturity to wield it.” Nella sua intervista a 60 Minutes di novembre 2025 dichiara: “I am deeply uncomfortable with the fact that these decisions are being made by a few companies, by a few people.”
Daniela Amodei (Presidente, 38 anni, #1 nella lista Fortune delle donne più potenti nel 2025) porta la visione strategica e operativa. In un’intervista ad ABC News di febbraio 2026 afferma che il numero di lavori che l’AI può svolgere senza umani è “vanishingly small”, sostenendo che “the things that make us human will become much more important instead of much less important.”
A gennaio 2026 tutti e sette i co-fondatori si sono impegnati a donare l’80% della propria ricchezza per contrastare le disuguaglianze generate dall’AI, con un impegno esteso anche ad altri dipendenti le cui donazioni saranno pareggiate dall’azienda.
La scommessa che la sicurezza sia il prodotto
Anthropic sta testando un’ipotesi non ovvia: nel mercato dell’AI enterprise la sicurezza e l’affidabilità non sono costi da sostenere ma la proposta di valore principale. I numeri finora le danno ragione. La quota di mercato enterprise è passata dal 12% al 32% nel 2025, Claude Code detiene il 42% del mercato della generazione di codice, e il fatturato cresce a ritmi che solo poche aziende nella storia della tecnologia hanno raggiunto.
Ma la tensione è reale. La stessa ricerca interna di Anthropic sull’alignment faking (2024) ha prodotto la prima evidenza di un modello che finge strategicamente di essere allineato. E un paper del 2025 mette in dubbio che monitorare le catene di ragionamento sia sufficiente a rilevare problemi di sicurezza. Pubblicare ricerca che mina l’efficacia dei propri metodi è il tipo di trasparenza che costruisce credibilità.
Anche la Responsible Scaling Policy aggiornata a febbraio 2026 ha generato critiche per aver ammorbidito l’impegno assoluto a non addestrare modelli più potenti senza misure di sicurezza comprovate. La pressione competitiva non risparmia nessuno.
Quello che distingue Anthropic non è l’assenza di tensioni, ma la trasparenza con cui le affronta. La domanda è se questa credibilità reggerà quando l’AI raggiungerà le capacità che Dario Amodei stesso definisce “almost unimaginable“. Per ora la scommessa sta funzionando.
