La funzione search di Style Explorer di Midjourney

Midjourney ha appena aggiunto la funzionalità della ricerca nella pagina dello Style Explorer, le mie prime prove.

Lo scorso 5 settembre Midjourney ha rilasciato lo Style Explorer V1, una pagina che permetteva di visualizzare gli effetti dei codici sref, ne avevo parlato in questo articolo evidenziando come senza un sistema di selezione delle categorie quella funzionalità perdesse di utilità . Bene, Midjourney il 13 settembre ha aggiunto la ricerca allo Style Explorer, e dopo averla testata si può dire che cambia completamente il modo di lavorare con gli Style Reference.

Chi ha già usato gli Style Reference conosce bene la frustrazione del trovarsi davanti a oltre 4 miliardi di combinazioni possibili senza poter cercare quello che si aveva in mente. Il parametro –sref con i suoi codici da 0 a 4294967295 era una lotteria: o ci si affidava al caso, o si sperava che qualcuno nella community condividesse un codice interessante.
Lo Style Explorer, uscito il 5 settembre, aveva già migliorato la situazione permettendo di vedere gli effetti dei vari codici attraverso le modalità random, hot e le classifiche top. Ma mancava ancora il pezzo fondamentale: poter dire “voglio uno stile che faccia X” e trovarlo.

Ora il campo “Search” della pagina Explore funziona anche per lo Style Explorer, si possono inserire le parole chiave che descrivono quello che si sta cercando. Nelle mie prime prove ho utilizzato una serie di termini tecnici utilizzati in fotografia, grafica, pittura e altre discipline artistiche, separandoli con delle virgole,
Ho fatto test sia in inglese che in italiano, ottenendo risultati simili. Ma è la scelta delle parole chiave fa tutta la differenza tra ottenere risultati utili e perdersi in ricerche infruttuose.

I miei primi test sembrano indicare che il motore di ricerca opera attraverso un vocabolario tecnico specifico del settore visivo, producendo risultati di qualità inferiore con descrizioni discorsive. Questa distinzione è fondamentale per comprendere come utilizzarlo efficacemente.
Il sistema riconosce e risponde meglio quando si usa una terminologia professionale utilizzata in fotografia, grafica, pittura e discipline artistiche correlate. Questo comportamento suggerisce che il sistema sia strutturato attorno a un dizionario tecnico prestabilito piuttosto che a interpretazioni semantiche libere.

Ho iniziato con termini direttamente legati agli stili fotografici. Cercando “photorealist” ho ottenuto una selezione di Style Reference che effettivamente producono risultati con caratteristiche fotorealistiche. La coerenza era evidente, confermando che il sistema riconosce perfettamente questa categoria stilistica.
Per testare il supporto multilingua, ho provato con “bianco e nero” e “black and white“. I risultati erano molto simili, dimostrando che la piattaforma gestisce efficacemente diverse lingue per concetti tecnici equivalenti.
La combinazione di termini multipli ha dato i risultati più interessanti. Quando ho cercato “sketch, red” ho ottenuto Style Reference che simulano effettivamente disegni a mano libera con predominanza del colore rosso. Espandendo a “sketch, red, blue“, i risultati hanno mostrato stili che incorporavano entrambi i colori mantenendo l’effetto disegno.
Il termine “chiaroscuro” ha prodotto risultati perfettamente coerenti con la tecnica del contrasto tra luci e ombre, confermando che il sistema preferisce decisamente il vocabolario specialistico.
Al contrario, termini descrittivi come “warm” hanno dato risultati meno affidabili. La mia interpretazione è che il sistema funzioni meglio con liste di termini tecnici riconosciuti.
I colori si sono rivelati keyword molto efficaci, probabilmente perché rappresentano categorie visive oggettive e universalmente riconosciute. La combinazione di nomi di colori con tecniche specifiche ha prodotto risultati estremamente mirati.

Comprendere la logica del sistema permette di sviluppare strategie di ricerca più efficaci. Invece di descrivere l’atmosfera che si vuole creare, bisogna identificare gli elementi tecnici che la compongono.
Se si vuole un effetto “caldo e accogliente“, invece di cercare “warm and cozy“, conviene pensare ai colori specifici che creano quella sensazione: “orange, sepia” o “golden, amber“. Se si desidera qualcosa di “drammatico“, bisogna tradurlo in termini tecnici come “chiaroscuro” o “high contrast“.
Questa logica si applica anche alle tecniche artistiche. Termini come “watercolor“, “oil painting“, “sketch“, “engraving” probabilmente funzionano meglio di descrizioni generiche dello stile che producono.
Per i progetti commerciali questo approccio è particolarmente vantaggioso perché costringe a definire con precisione gli elementi stilistici desiderati, portando a risultati più prevedibili e riproducibili.

Prima di questa funzione, lavorare con gli Style Reference per progetti specifici era un problema. Bisognava salvare i codici che piacevano, sperare di ricordarli, o perdere tempo a scorrere modalità random sperando nella botta di fortuna.
Ora si può partire dall’idea, ma traducendola nel linguaggio tecnico appropriato. Se si ha un brief che richiede “un look illustrativo con toni caldi“, invece di cercare “illustration, warm“, conviene provare “illustration, orange, sepia” utilizzando nomi di colori specifici. È un workflow che richiede più precisione concettuale, ma offre risultati molto più affidabili.
Per chi lavora con brand identity o campagne coordinate, questo rappresenta un salto di qualità notevole. Si possono documentare gli Style Reference che funzionano per un progetto utilizzando terminologia tecnica condivisa, rendendo molto più semplice la comunicazione con il team e la riproduzione di risultati coerenti.

Considerando che Midjourney ha implementato questa funzione appena otto giorni dopo il lancio dello Style Explorer, è ragionevole aspettarsi miglioramenti nel riconoscimento delle keyword, forse l’aggiunta di sinonimi tecnici o la possibilità di visualizzare le parole chiave associate a ogni Style Reference.

Questa funzione di ricerca trasforma lo Style Explorer da strumento di esplorazione casuale a utile motore di ricerca creativo, ma richiede un approccio più professionale e tecnico di quanto si potrebbe pensare. Non è sufficiente descrivere quello che si vuole, bisogna saperlo tradurre nel linguaggio tecnico del settore visivo.
Chi ha familiarità con la terminologia professionale di fotografia, grafica e arti visive si troverà avvantaggiato. Chi invece è meno esperto dovrà investire tempo per imparare il vocabolario appropriato, ma in cambio otterrà risultati molto più prevedibili e professionali.

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