Creare ed usare una moodboard di Midjourney

Dopo avere visto come si crea uno stile in MJ, ora vediamo come si usa una moodboard per poterlo usare effettivamente lo stile creato.

Terza puntata del ciclo DAL PROMPT ALLA MOODBOARD IN 3 STEP.
Nella scorsa puntata abbiamo visto come si può creare uno stile in Midjourney, il link è questo, in questa vedremo come usare una moodboard per gestire uno stile specifico.

Cominciamo con il dire brevemente cos’è una moodboard dal punto di vista pratico: è un metodo che permette per definire uno stile raccogliendo più immagini coerenti fra di loro. Midjourney analizza le immagini e ne estrae le caratteristiche comuni, caratteristiche che definiscono lo stile che si può ottenere usando quella moodboard. Esempio: se ne costruisco una raccogliendo solo foto in bianco e nero, usandola otterrò immagini fotorealistiche in bianco e nero (sempre che nel prompt non dia indicazioni diverse).

Costruirne una è semplice, basta selezionare la voce specifica dal menu principale, e poi nella pagina che si apre selezionare “New Moodboard“.

Una volta aperta la maschera di creazione occorre aggiungere le immagini che vogliamo usare per definire lo stile.
I metodi per farlo sono 3:
• Trascinare le immagini sopra la pagina, prendendole da una cartella del nostro computer
• Inserire il link dell’immagine che si vuole aggiungere
• Selezionarle da una galleria nel nostro account

Una volta caricate le immagini la moodboard è pronta, se si desidera si può editare il nome per dargliene uno più adatto.
Nel mio caso ho aggiunto oltre un centinaio di immagini generate con il metodo raccontato nello step precedente (qui sotto una parte)

Per poterla usare esistono diversi modi, quello per me più “chiaro” è il seguente:
• aprire la pagina delle moodboard, questa (per chi ha l’account attivo)
• andare con il mouse sopra la casella della moodboard che si vuole usare, compaiono alcune icone sotto a destra rispetto al nome

Cliccando sulla seconda, quella con i due fogli sovrapposti, si imposta nell’area del prompt l’uso della moodboard, compare infatti il comando che permette di utilizzarla.

In Midjourney nel prompt tutto quello che inizia con un doppio tratto sono parametri, sono elementi nella forma chiave→ valore, dove la chiave è una funzionalità e il valore è un modo per dirgli come deve comportarsi.

Per la precisione questo è il parametro “personalization“, di fatto quel codice numerico (la m iniziale sta per moodboard) racchiude tutta la parte del prompt deputata alla definizione dello stile che abbiamo visto nella parte precedente.

Per un confronto prendiamo il prompt usato per la prima immagine della serie pubblicata nella precedente puntata, quella del robot metallico, il prompt era:

metallic robot. Brush strokes, raw graffiti-like textures, chiaroscuro, style neo-expressionist, abstract, chaotic linework, bold color contrastsnaive yet powerful composition, spontaneous drips and scribbles, layered paint, Kodachrome film aesthetics subtle film grain, warm hues, slightly faded colors. (bisogna considerare anche le 6 immagini caricate come Style References)

Usando il codice della moodboard creata lo stesso prompt diventa

metallic robot. –p m7354274988494422046

Nei due prompt le parti evidenziate sono equivalenti, ma nella seconda versione il prompt è molto più corto e questo è utile quando il soggetto che voglio ottenere è complesso per qualsivoglia motivo (è complesso di suo, sta facendo qualcosa di complesso da descrivere, ecc…).

Occorre ricordare che un prompt molto lungo non è detto che funzioni meglio di uno corto, anzi più è lungo (e ne ho visti alcuni che sembravano racconti brevi) e meno l’AI riesce a seguire la richiesta fatta, vale per tutte le AI generative di immagini.

Per confronto ripropongo qualche immagine.
robot metallico

Scena notturna urbana

Un robotaxi

Una stazione ferroviaria

Un danzatore africano

A quelli di Midjourney deve piacere confondere le idee, prima si è visto che il codice che identifica la moodboard è un codice numerico abbastanza lungo (–p m7354274988494422046), ma una volta generata un’immagine se si va a vedere il prompt utilizzato si può vedere che l’identificativo è diventato –profile c1je3fg. Hanno cioè trasformato il codice da numerico in alfanumerico, ma non c’è da preoccuparsi, hanno esattamente lo stesso significato, la versione alfanumerica è solo più corta e quindi più facile da gestire dal punto di vista informatico.

Quale che sia il codice che si usa credo sia evidente la differenza nell’uso fra un breve codice facilmente reperibile e una descrizione lunga e complessa, magari pure con immagini di riferimento, recuperabile solo andando a trovare altre immagini generate con lo stesso prompt (per la parte stilistica, ovviamente).

Prima di concludere è necessaria una nota, come ho detto per creare la moodboard ho caricato molte immagini, 116. Più se ne caricano e meglio viene definito lo stile, ma c’è un altro aspetto che non ho ancora menzionato, quello della selezione. È meglio usare immagini di buona qualità e coerenti fra di loro, con soggetti vari e ben evidenti. Se voglio ottenere uno stile con una certa palette di colori devo caricare immagini in cui quella palette è preponderante, se voglio creare una moodboard per food è opportuno caricare immagini di cibi.
Nel mio caso di fatto non c’è stata nessuna selezione perché mi interessava raccontare il processo, per cui ci sono anche immagini molto simili fra loro e non tutte di qualità sufficiente.

È l’uso che si vuole fare della moodboard a definire cosa sia una buona selezione. Questo non vuole dire che non si possano usare moodboard per applicazioni diverse da quelle a cui si pensava quando le abbiamo create, Ad esempio per questa farfalla ho abbinato la moodboard creata per l’articolo assieme ad un’altra che ho preparato per immagini di pezzi metallici (sì, si possono combinare insieme più moodboard).

Il risultato è interessante, credo.

Questo non è un vero tutorial, per raccontare tutti gli aspetti più tecnici occorrerebbe molto più tempo, prendetela per una chiacchierata introduttiva ad uno dei tool più interessanti di Midjourney, stranamente ancora poco usato.

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