Migrare un sito WordPress con Claude come collaboratore
Claude e io abbiamo rifatto paolodalprato.com, il sito della mia attività di fotografo, passando da Oxygen a Kadence. Racconto come ci siamo divisi il lavoro, con me che decido e giudico i risultati e Claude che traduce le richieste in soluzioni, controlla il sito e propone. L'articolo si chiude con i profili a cui un...
Claude e io abbiamo rifatto paolodalprato.com, il sito della mia attività di fotografo, passando da Oxygen a Kadence. Racconto come ci siamo divisi il lavoro, con me che decido e giudico i risultati e Claude che traduce le richieste in soluzioni, controlla il sito e propone. L'articolo si chiude con i profili a cui un collaboratore così torna comodo, dal professionista con un sito vetrina al piccolo esercizio, fino a chi gestisce i siti dei clienti.
Il sito paolodalprato.com è l'archivio del mio lavoro da fotografo, dal 2014 al 2024, con quattordici gallerie che raccolgono i vari generi e attività fatte in quegli anni. Alla fine del 2024 ho scelto di fare delle AI generative il mio unico lavoro e ho chiuso l'attività di fotografo.
Di recente ho deciso di rifare il sito, trasformandolo in una vetrina statica. Era costruito con Oxygen, un programma per comporre le pagine di WordPress, aggiornato a febbraio 2025 con una versione nuova non compatibile con la precedente. Ho approfittato del rifacimento per passare da Oxygen a Kadence, che Claude e io avevamo scelto dopo una ricerca, per le sue caratteristiche. Tutto il lavoro si è svolto in una chat, nella modalità Cowork dell'app desktop, collegata al mio computer e al sito.
Qui racconto come abbiamo collaborato. L'articolo è pensato per chi ha un sito WordPress senza essere un tecnico, per chi gestisce i siti di qualche cliente e per chi rimanda da anni il rifacimento di un sito vecchio.
Chi fa cosa
Non scrivo codice e non lo so leggere. Le applicazioni che ho realizzato finora le ho costruite con Claude in vibe coding, cioè descrivendo quello che volevo e giudicando i risultati. Per lavorare così ho scritto chi fa cosa nelle istruzioni generali di Claude, quelle che valgono in ogni chat.
Io porto l'idea e guido il lavoro verso l'obiettivo. Sono i risultati a guidarmi, li giudico da analista guardando se quello che ottengo ha senso e risponde alle mie richieste.
Claude traduce le mie richieste in soluzioni e le scelte tecniche sono sue. Le istruzioni che gli ho dato chiedono anche quattro cose:
- prima di partire fa domande, finché l'obiettivo è abbastanza preciso da poterci confrontare i risultati;
- segnala i problemi e propone alternative, con quello che ciascuna comporta e quella che raccomanda, lasciando a me la scelta;
- quando chiude un lavoro dice cosa ha verificato e cosa no;
- gestisce da solo i piani, le note sullo stato del lavoro e le copie di sicurezza.
Non mi mostra il codice ma mi descrive le modifiche con gli effetti che producono. Le istruzioni del progetto chiedono inoltre che ogni operazione su più contenuti parta da una prova su uno solo. Per decidere l'impaginazione delle gallerie, per esempio, ne abbiamo presa una come campione e ci abbiamo lavorato insieme. La nuova impaginazione è passata alle altre gallerie solo dopo la mia approvazione.
I controlli di Claude
Prima di toccare il sito Claude ha controllato com'era, segnalando quello che non funzionava per ogni pagina. In questo modo ho potuto decidere cosa fare per correggere i problemi.
Il controllo ha riguardato anche i plugin attivi, evidenziando quelli non usati, che ho poi disattivato.
Volevo arrivare a un sito senza cookie e restavano da sistemare i video di YouTube. Ho fatto una proposta che Claude ha verificato. Oggi il sito non carica più nulla da altri servizi.
Le pagine del sito
Finito l'aggiornamento delle gallerie siamo passati alle pagine, cominciando dalla home. Prima conteneva una griglia con tutte le gallerie. Ora doveva dire subito che questo è il sito della mia attività di fotografo, chiusa quando ho scelto di dedicarmi alle AI. Il messaggio doveva essere "ora faccio altro, ma questo è quello che facevo quando ero fotografo".
Ne abbiamo discusso fra noi, come due collaboratori, e abbiamo deciso di mettere in alto una parte del mio lavoro fotografico, perché il sito parla di quello. La home ora si apre con il titolo "Fotografia, 2014-2024" e una fila di quattro foto che portano ad altrettante gallerie. Quattro foto potevano far pensare che il mio lavoro fosse tutto lì, quindi subito sotto c'è il pulsante "Vedi tutte le 14 gallerie". Segue un breve testo che racconta il cambiamento. Ci tenevo che il passaggio alle AI risultasse una scelta libera e lo abbiamo riscritto finché lo diceva.
Poi abbiamo lavorato sulla pagina dedicata al mio lavoro con le AI. Riprende l'essenziale dalla pagina Chi sono di ai-know.pro e rimanda lì per il resto.
L'ultima pagina è stata quella per la gestione dell'informativa su privacy e cookie. Claude ha consultato le norme e le linee guida del Garante, poi ha verificato la mia situazione, quella di un professionista con partita IVA che ha un sito senza moduli e con soli cookie tecnici. In questo caso basta un'informativa e il banner per il consenso non serve. La partita IVA invece deve comparire sul sito e ora sta nel piè di pagina. Infine la dichiarazione di accessibilità, per un'attività piccola come la mia non è obbligatoria. Sulla base di queste verifiche Claude ha proposto il testo della pagina e io l'ho corretto in alcuni punti prima della pubblicazione.
Come ultimo atto il mio collaboratore si è occupato anche della pubblicazione di questo articolo direttamente nel mio sito, gestendo anche la parte di SEO e GEO.
A chi serve un collaboratore così
Poter contare su un collaboratore come Claude vuol dire avere qualcuno che traduce in lavoro tecnico quello che si vuole ottenere. Prima di cambiare qualcosa controlla com'è il sito, prova le soluzioni prima di applicarle e dice cosa ha verificato e cosa no. Quando serve cerca le norme relative e propone i testi. Tiene anche le note sullo stato del lavoro, quindi il lavoro si può interrompere e riprendere dal punto in cui era rimasto.
Le decisioni restano a chi conosce il sito, che deve sapere cosa vuole ottenere e saper giudicare il risultato. È la stessa condizione che vale per il vibe coding, descritta in cosa serve davvero per farlo funzionare. Chi decide mette in conto anche gli errori e guarda i risultati prima di approvarli.
Un collaboratore così torna comodo a profili diversi:
- Il professionista con un sito vetrina. Un avvocato, un commercialista o un architetto può aggiornare testi, pagine e informative quando ne ha bisogno e guardare il risultato prima di pubblicarlo. Il lavoro non dipende più dai tempi di qualcun altro.
- Il piccolo esercizio con il proprio sito. Un negozio, un ristorante o una struttura ricettiva può tenere aggiornati orari, prodotti, menu e foto quando cambiano.
- Lo studio con un sito ereditato. Quando chi ha costruito il sito non lo segue più, il primo problema è sapere cosa c'è dentro. Un controllo come quello raccontato sopra dice quali pagine funzionano, quali plugin servono e quali sono rimasti attivi senza motivo.
- Chi gestisce i siti di qualche cliente. Un consulente o un libero professionista che segue più siti può raccogliere in un processo scritto quello che impara su ciascuno e riusarlo sul successivo. Il processo può prevedere anche che ogni cliente abbia i servizi del suo sito a proprio nome, così resta libero di cambiare fornitore.
- Chi ha un blog da riordinare. Dopo anni di articoli si accumulano categorie, voci di menu e collegamenti fra le pagine. Riordinarli vuol dire toccare molti contenuti insieme e la prova su un contenuto solo, prima di estendere la modifica agli altri, riduce il rischio di errori su tutto il sito.
- L'associazione con il sito curato da volontari. Un'associazione culturale o un ente piccolo può tenere il sito aggiornato e verificare cosa chiedono le norme anche senza un tecnico fra i volontari.
Un collaboratore per quello che non si sa fare
Fino a poco tempo fa chi non sapeva fare un lavoro tecnico doveva impararlo o pagare qualcuno che lo facesse. Oggi può gestirlo con un collaboratore come Claude, che lo fa, lo controlla e propone come farlo meglio, mentre la persona decide e giudica il risultato. Vale per un sito, ma anche per un'analisi di dati, una piccola applicazione o un documento da sistemare.
Chi ha scritto questo articolo
Sono Paolo Dalprato, formatore sulle AI generative. Lavoro con professionisti, studi e PMI da una parte, con scuole, biblioteche e istituzioni culturali dall'altra, sull'ecosistema Claude e NotebookLM. Quello che insegno è lo stesso che uso ogni giorno, e finisce qui sul blog prima ancora che in aula.
Autore di «Creatività ibrida: autore e opera nell'era delle macchine intelligenti».
