Claude può navigare nel pannello di amministrazione di un sito WordPress, analizzare le configurazioni SEO, proporre modifiche e applicarle direttamente nell'editor. L'ho testato sul mio sito, oltre all’intervento in sé la cosa più utile che ne è uscita è stata un'idea su come organizzare il lavoro. Cioè usare Claude per gestire il mio sito, non un compito alla volta ma costruendo un sistema di competenze specializzate che collaborano fra di loro.

C'è una distinzione da fare subito.
Gestire un sito con Claude significa lavorare insieme, macchina e umano. L'analisi dei dati la produce Claude, le decisioni editoriali le prendo io. Claude propone un title tag ottimizzato per la ricerca, io valuto se il tono è coerente con il sito. Claude identifica che un articolo ha heading generici e nessun link interno, io decido quale link ha senso e quale sarebbe forzato. Il risultato finale è migliore di quello che produrrei da solo e di quello che produrrebbe Claude da solo.
Far gestire un sito da Claude sarebbe diverso. Sarebbe delegare, automatizzare, lanciare un processo e aspettare che finisca. Non è quello che sto facendo e non è quello che ha senso fare oggi, perché quel giudizio dipende da informazioni che non sono nei dati, sono nell'esperienza e nelle intenzioni di chi gestisce il sito.
Questa distinzione ha conseguenze pratiche sulla progettazione degli strumenti. Uno strumento pensato per il "gestire con" mantiene l'umano nel loop a ogni passaggio significativo. Uno strumento pensato per il "far gestire da" cerca di minimizzare gli interventi umani. Sono architetture diverse, e la prima è quella su cui sto lavorando.
La settimana scorsa, in mezza giornata di lavoro, ho costruito una skill per Claude che incrocia i dati di Google Analytics 4 e Google Search Console. Si chiama ga4-gsc-analysis e il suo compito è diagnosticare lo stato di salute di un sito, dal traffico al posizionamento, dal comportamento degli utenti alle opportunità mancate.
Quando l'ho puntata su ai-know.pro ha generato un report analitico completo. Qui interessa dire che ha trovato 239 articoli pubblicati, traffico in crescita, ma un'ottimizzazione SEO decisamente trascurata per colpa mia. La skill sapeva dirmi cosa non andava e dove. Non sapeva dirmi come intervenire né poteva farlo.
Il "come" è diventato una seconda skill, web-content-optimization, costruita in una mattinata. Contiene le regole di ottimizzazione, non algoritmi o automazioni, ma conoscenza strutturata, come si scrive un title tag efficace, quando un heading va riformulato, quali strategie di ottimizzazione per i motori generativi hanno evidenza solida e quali sono ancora speculative. Regole che si accumulano e si affinano con l'uso.
La velocità è parte del punto, è possibile passare dall'idea alla prima versione utilizzabile della skill in ore, non settimane. Il lavoro vero non è scrivere codice, è chiarirsi le idee su cosa la skill deve sapere e cosa no. Una volta che il perimetro è definito, la costruzione con Claude è rapida. Ripeto, per arrivare alla prima versione utilizzabile.
L'esecuzione, il terzo pezzo, l'ho testata in una sessione diretta. Ho usato Claude in Chrome per lavorare su un articolo campione. Claude ha navigato nel pannello del plugin SEO, ha verificato la configurazione del sito, ha analizzato l’articolo, ha proposto e implementato le modifiche nell'editor del page builder. Ha funzionato, anche se l'interfaccia di Oxygen Builder rende la navigazione via browser fragile in alcuni punti. Su un singolo articolo il processo funziona. Il problema è che gli articoli da ottimizzare sono 239, e farli uno alla volta in sessioni manuali non è realistico.
Questi tre pezzi, diagnosi, regole e azione, già dialogano attraverso Claude, la diagnosi alimenta la scelta delle regole da applicare, le regole guidano l'azione. Il passaggio successivo è trasformare il terzo pezzo in una skill formalizzata e collegare il tutto in modo strutturato.
Il comportamento che mi aspetto dalla suite di gestione del sito:
L'analisi orienta l'azione. ga4-gsc-analysis può identificare un articolo che ha molte impressioni in Search Console ma un CTR basso. Questo dato, incrociato con le regole di web-content-optimization, produce una diagnosi specifica, probabilmente il title tag non corrisponde all'intento di ricerca. La skill di esecuzione potrebbe proporre la modifica, mostrarla per approvazione, e applicarla. Il ciclo completo, dall'anomalia nei dati alla correzione sul sito, avviene in una conversazione.
Le priorità si calcolano, non si indovinano. Con 239 articoli da ottimizzare servono criteri per decidere da dove partire. La skill ga4-gsc-analysis può ordinare gli articoli per impatto potenziale (combinando impressioni, posizione, engagement), mentre web-content-optimization può stimare la complessità dell'intervento per ciascuno. Il risultato è una lista di priorità basata su dati.
Il monitoraggio chiude il cerchio. Dopo un intervento, passato un adeguato intervallo di tempo, ga4-gsc-analysis può misurarne l'effetto. Il CTR di quell'articolo è migliorato? La posizione media è cambiata? Se sì, l'intervento ha funzionato e la regola si conferma. Se no, la regola va rivista. È un ciclo di apprendimento che funziona solo se diagnosi, intervento e verifica sono collegati.
La conoscenza si accumula. Ogni skill migliora con l'uso, le regole di ottimizzazione si affinano quando si vede cosa funziona, le soglie diagnostiche diventano più precise quando si accumulano dati, le procedure di esecuzione si adattano allo stack specifico del sito. Nessuno di questi miglioramenti si perde tra una sessione e l'altra, perché sono codificati nelle skill, non nella memoria di una singola conversazione.
Con strumenti isolati questi scenari non si realizzano. Un plugin SEO può analizzare una pagina ma non sa nulla del traffico reale. Google Analytics mostra i dati ma non sa come intervenire. Un editor può modificare il testo ma non sa perché dovrebbe. La suite funziona perché ogni pezzo ha il contesto prodotto dagli altri.
Ho chiesto a Claude di valutare un server MCP per WordPress da accoppiare alla skill che si interfaccerà con il sito, di questo protocollo ho parlato molto nel blog e la raccolta degli articoli si trova in questa pagina.
Per WordPress la situazione è in pieno movimento. Oltre ai numerosissimi server MCP rilasciati da developer indipendenti, anche le due anime del mondo WordPress, facenti capo a WordPress.com e a WordPress.org, hanno un loro prodotto. Anche WooCommerce ha fatto lo stesso per la gestione degli e-commerce.
Per la skill di esecuzione questo significa avere un canale più solido della navigazione browser. Invece di far cliccare Claude nei menu del page builder, le modifiche passerebbero direttamente attraverso le API di WordPress. La logica resterebbe la stessa (cosa modificare, perché, in quale ordine), il canale cambierebbe.
In articoli precedenti ho descritto le skill di Claude come moduli di competenza persistente. L'ecosistema per la gestione del sito è il banco di prova di quel concetto applicato a un problema reale.
La prossima tappa concreta sarà costruire la skill di collegamento con WordPress e usare la suite completa per ottimizzare tutti i 239 articoli di ai-know.pro. Non uno alla volta in sessioni manuali, ma con un approccio sistematico dove l'analisi identifica le priorità, le regole guidano l'intervento, l'esecuzione lo applica, e il monitoraggio verifica i risultati.